Attentato Ranucci, indagato Lavitola: e ora?
Il conduttore di Report, che ha fatto dello scandalismo fotografico parte della propria inconfondibile cifra narrativa, si ritrova ora stordito
Una foto pubblicata nel maggio del 2023 da Il Riformista, mostra Sigfrido Ranucci a cena con alcune persone tra cui (a capotavola) Walter Lavitola, proprietario del ristorante Cefalù, nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma
La svolta nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci con Valter Lavitola indagato di strage come (attuale) presunto mandante della bomba dello scorso ottobre, fa crollare un castello di carte.
Attentato a Ranucci, indagato Lavitola “amico vero”
La vicenda testimonia il cortocircuito di un certo giornalismo d’inchiesta italiano che ha scambiato, per spregiudicatezza professionale, una vicinanza promiscua con i propri “bersagli”.
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Il giornalismo di Report
Il conduttore di Report, che ha fatto dello scandalismo fotografico parte della propria inconfondibile cifra narrativa, si ritrova ora stordito a definire il presunto stragista un “amico vero” con cui andava al ristorante.
Il fallimento del giornalismo show?
È il fallimento del giustizialismo mediatico. A furia di spettacolarizzare i mostri in favore di telecamera, si finisce per sedercisi a tavola insieme.
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L’identità scrive: “Nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’attacco dinamitardo contro il giornalista e conduttore di Report. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l’imprenditore ed ex giornalista Valter Lavitola, ritenuto dagli inquirenti il presunto mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. L’episodio è avvenuto nell’ottobre 2025 davanti alla villetta di Pomezia, alle porte della Capitale, dove Ranucci vive con la propria famiglia. I carabinieri hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di Lavitola su delega dei magistrati della Dda. Sono stati sequestrati il telefono cellulare e il computer dell’indagato. Strumenti che gli investigatori intendono analizzare per cercare elementi utili a ricostruire il movente e gli eventuali contatti con gli esecutori dell’attentato. Al momento, infatti, resta ancora da chiarire quale sia stata la ragione che avrebbe spinto, secondo l’accusa, a ordinare il blitz esplosivo contro il giornalista”……..
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