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Politica

L’ideologia che tassa e desertifica: la ricetta della sinistra (e di Bruxelles) che affossa l’Europa

di Anna Tortora -


Stefania Craxi (FI) attacca la patrimoniale della sinistra ed esorta Bruxelles a rivedere il sistema Ets per evitare la desertificazione industriale in UE

Dall’attacco frontale a imprese e artigiani con la scure della patrimoniale, fino a una transizione green che rischia di svuotare le nostre fabbriche. Il grido d’allarme di Stefania Craxi (FI): «Quando gli imprenditori di Italia, Francia e Germania parlano con una sola voce, Bruxelles ha il dovere di ascoltare».

Un legame profondo unisce la Sinistra nostrana alle tecnocrazie di Bruxelles: l’incapacità cronica di guardare all’economia reale, preferendo l’ideologia al pragmatismo, il dogma alla sopravvivenza del tessuto produttivo. Un cortocircuito che si consuma su due fronti caldi: la pressione fiscale e una transizione ecologica declinata in modo così punitivo da rischiare di trasformarsi in un suicidio economico.

A fotografare senza sconti questa deriva è Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia in Senato, che mette a nudo la visione strabica delle opposizioni: «La sinistra non vede il lavoro, vede il reddito da colpire. Non vede l’impresa, vede il patrimonio da aggredire. Non vede l’artigiano, vede il ‘ricco’ da punire. La Sinistra propone la solita ricetta: tassare tutto e tutti. La patrimoniale è una follia economica, prima ancora che politica».

Un attacco a chi produce che, anziché redistribuire ricchezza, finisce solo per impoverire il Paese, spaventare gli investimenti e mortificare il lavoro autonomo e l’artigianato, da sempre spina dorsale della nostra economia.

Ma lo sguardo non si ferma ai confini nazionali. Quell’approccio ideologico che a Roma si traduce in tasse, a Bruxelles si trasforma in una transizione ecologica cieca di fronte alle dinamiche del mercato. La senatrice azzurra sul punto è netta: «La transizione ecologica non può tradursi in desertificazione industriale. L’Europa ha bisogno di un meccanismo che accompagni la decarbonizzazione senza compromettere la nostra capacità industriale».

Su questo fronte, la battaglia di Forza Italia trova oggi una sponda pesantissima e transnazionale.

La richiesta di una profonda revisione del sistema Ets, avanzata da tempo dagli azzurri, non è più un’istanza isolata, ma un’esigenza vitale certificata dall’appello congiunto delle principali economie del Continente: Confindustria per l’Italia, Medef per la Francia e BDI per la Germania.

Quando i motori industriali d’Europa si muovono insieme, la politica non può voltarsi dall’altra parte.

«L’appello congiunto di Confindustria, Medef e BDI conferma che la richiesta di una profonda revisione del sistema Ets, avanzata già da Forza Italia, è un’esigenza condivisa dalle principali economie industriali europee. Quando gli imprenditori di Italia, Francia e Germania parlano con una sola voce, Bruxelles ha il dovere di ascoltare», conclude Stefania Craxi.

Resta da vedere se i burocrati europei e la Sinistra di casa nostra sapranno curare la propria cecità prima che la desertificazione sia compiuta.


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