Marco Mancini a “Filorosso”: “La penetrazione russa in Italia è reale”. L’ex dirigente del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza Marco Mancini, ha lanciato un duro allarme a “Filorosso” su Rai 3 circa le minacce geopolitiche attuali.
Per la prima volta, l’ex agente segreto ha svelato i costi personali della sua vita sotto copertura
“Sono stato identificato da un collega in pensione. Ho cambiato abitazione, ho dovuto vendere un’auto, ho cambiato residenza”.
Specificando poi che “il giuramento che abbiamo fatto alla Patria […] è perenne”, Mancini ha confermato la forte presenza dello spionaggio di Mosca in Europa.
Le rivelazioni di Mancini sulla penetrazione russa in Italia
“Da anni l’Italia è un obiettivo di ricerca molto importante e l’intelligence russa, soprattutto quel servizio Cru che costituì Lenin […] sia ancora molto forte e molto presente. Chi non vede questa presenza […] non vede l’ovvio. Pochi mesi fa è stato condannato un tenente colonnello di Marina, Walter Biot, a circa 50 anni di carcere per spionaggio”.
L’ex ufficiale, noto alle cronache anche per il caso Abu Omar (da cui fu prosciolto per il segreto di Stato) e per il pensionamento nel 2021 dopo il controverso incontro in autogrill con Matteo Renzi, ha condiviso le preoccupazioni del ministro della Difesa Crosetto.ù
“Certamente non arriveranno i russi a cavallo […] ma c’è già in atto una penetrazione da parte dell’intelligence russa. Ci sono fatti circostanziati in Germania e in Austria”.
Per Mancini la soluzione risiede nelle risorse umane
“Bisogna tornare ai metodi tradizionali. […] La tecnologia è importantissima, ma leggere tra le righe […] la tecnologia non interpreta, l’uomo si”.
Sollecitato infine dal conduttore Monteleone sulla vicenda legata a Sigfrido Ranucci (Report), ha liquidato la questione: “Io non ho nessun conto in sospeso con nessuno”.