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Caso Gruppo Luise: l’Antitrust sui posti barca a Napoli

Il mercato dell'assistenza e dei servizi marittimi per la nautica da diporto nel Golfo finisce sotto la lente d'ingrandimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

di Angelo Vitale -


Istruttoria Antitrust sui posti barca a Napoli: cosa c’è dietro il caso del Gruppo Luise.

Caso Gruppo Luise: cosa è successo?

Il mercato dell’assistenza e dei servizi marittimi per la nautica da diporto nel Golfo di Napoli finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Con l’apertura di un’istruttoria formale per presunto abuso di posizione dominante, l’Antitrust punta a fare chiarezza sulle dinamiche competitive di un settore strategico per l’economia turistica locale.

Al centro del procedimento il Gruppo Luise -rappresentato dalle società J. Luise & Sons e Luise International-, storico punto di riferimento per l’accoglienza dei mega-yacht a Napoli.

Le origini dello scontro: l’esposto dei concorrenti

L’indagine dell’AGCM non nasce d’ufficio, ma fa seguito a un esposto dettagliato presentato da Acq Italy, società che fa capo al gruppo veneziano Tositti. Lo storico concorrente di Luise su scala nazionale è da tempo intenzionato a consolidare la propria presenza nel porto partenopeo.

Secondo l’ipotesi di accusa formulata dall’Antitrust, il Gruppo Luise avrebbe attuato una serie di condotte escludenti per impedire alle agenzie concorrenti l’accesso ai servizi essenziali di agenzia marittima.

L’ostacolo avrebbe riguardato non solo la logistica a terra e l’approvvigionamento dei superyacht, ma anche l’effettiva disponibilità di ormeggi strategici nel Golfo di Napoli.

Le risultanze preliminari dell’Autorità ipotizzano l’esistenza di un monopolio di fatto che limiterebbe la libera scelta dei comandanti e degli armatori dei grandi yacht di lusso, condizionando le tariffe dei servizi.

Il contesto e i rumors sulle banchine napoletane

Negli ambienti portuali campani, la tensione competitiva tra i player storici napoletani e i gruppi nazionali non è una novità. Da mesi si rincorrevano indiscrezioni su frizioni legate alla spartizione degli spazi e alla gestione delle banchine principali come Mergellina.

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Proprio di recente, il Gruppo Luise era intervenuto a seguito di una nuova ordinanza della Capitaneria di Porto di Napoli. Un atto che ha imposto forti restrizioni all’approdo a Mergellina per i mega-yacht superiori ai 75 metri per ragioni di sicurezza. una perdita, pare, di 50mila euro al giorno.

In quell’occasione, la dirigenza del gruppo aveva espresso forte preoccupazione per le ricadute economiche sul territorio dovute alla carenza strutturale di posti barca idonei, quantificando il danno potenziale per l’indotto.

La coincidenza temporale tra le lamentele degli operatori storici sulla carenza di spazi e l’esposto antitrust di Acq Italy evidenzia come il controllo delle concessioni demaniali e degli ormeggi sia diventato il vero punto di scontro economico nel porto di Napoli.

Gli scenari futuri: tempistiche e rischi

Il provvedimento dell’Antitrust apre ufficialmente la fase istruttoria, che seguirà un iter rigoroso e non immediato.

Diritto di replica

Il Gruppo Luise ha ora 60 giorni di tempo per presentare memorie difensive, produrre documenti e richiedere audizioni formali davanti ai funzionari dell’AGCM per respingere le accuse e dimostrare la correttezza della propria condotta commerciale.

Ispezioni e indagini

L’Autorità procederà all’acquisizione di contratti, scambi di corrispondenza e tariffe applicate per verificare se vi siano state condotte discriminatorie o ostacoli ingiustificati alla concorrenza.

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La conclusione del procedimento

Il termine per la chiusura dell’istruttoria è fissato al 26 novembre 2027.

Qualora l’AGCM dovesse accertare l’abuso di posizione dominante, le conseguenze per il Gruppo Luise potrebbero essere pesanti, con il rischio di sanzioni pecuniarie fino al 10% del fatturato e l’obbligo di ripristinare condizioni di equo accesso al mercato per tutti gli operatori concorrenti.


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