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Tesoro Maniero: dov’era il bottino di Faccia d’Angelo

Nonostante il programma di protezione e lo scorrere degli anni, i nodi legati all'immenso patrimonio di Faccia d'Angelo stanno venendo al pettine soltanto oggi, con l'acquisizione definitiva dei suoi beni da parte dello Stato

di Dave Hill Cirio -

Foto d'archivio del boss Felice Maniero


Case, auto e gioielli: confiscato definitivamente in Toscana il “tesoro” di Felice Maniero da 2 milioni di euro.

Il tesoro di Felice Maniero: ecco dov’era

Nuovo e definitivo colpo al patrimonio storico della Mala del Brenta. I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, supportati dai comandi provinciali di Venezia e Firenze, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di confisca definitiva del valore di circa 2 milioni di euro.

Il riciclaggio

I beni, localizzati tra le province di Firenze, Lucca e l’Empolese, erano il frutto del riciclaggio dei proventi illeciti accumulati dall’ex boss Felice Maniero. Il provvedimento scatta a seguito della condanna definitiva nei confronti di un boss accusato di aver ripulito i capitali sporchi della sua storica associazione criminale di stampo mafioso.

I dettagli del sequestro: cosa c’era nelle cassette di sicurezza a Empoli

Gli accertamenti bancari, le analisi documentali e le complesse rogatorie internazionali hanno permesso alle Fiamme Gialle di mappare un patrimonio di lusso sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dal prestanome.

Lo Stato ha così acquisito in via definitiva due immobili di pregio situati nelle province di Firenze e Lucca. E poi, cinque automobili e diversi quadri di valore. E ancora, contanti, gioielli e conti correnti bancari.

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Il dettaglio clamoroso

Il dettaglio più clamoroso, all’apertura delle cassette di sicurezza presso due istituti bancari nella zona di Empoli. All’interno i finanzieri hanno rinvenuto ben 90mila euro in contanti e 15 orologi di lusso.

Le confessioni di “Faccia d’Angelo” hanno guidato la Finanza

L’intera indagine economico-patrimoniale non è nata per caso, ma ha preso il via dalle dichiarazioni e dalla confessione dello stesso Felice Maniero.

L’ex boss della Mala del Brenta ha fornito agli investigatori gli elementi chiave per ricostruire i canali di reimpiego del denaro della sua organizzazione.

I riscontri tecnici e storici della Polizia Valutaria hanno successivamente confermato la veridicità delle sue parole. Così, dimostrando come i soldi di rapine ed estorsioni degli anni ’80 e ’90 fossero stati blindati in Toscana sotto forma di investimenti finanziari e mattoni.

Chi è Felice Maniero e cos’era la Mala del Brenta

Per comprendere il peso di questa confisca odierna bisogna ricordare la caratura criminale di Felice Maniero, noto alle cronache come “Faccia d’Angelo”.

Negli anni Ottanta, Maniero ha fondato e guidato una delle più potenti e feroci organizzazioni mafiose del Nord Italia, capace di controllare il traffico di droga, le armi, le bische clandestine e le rapine miliardarie tra Veneto e Friuli.

Arrestato definitivamente nel 1994 dopo una serie di evasioni rocambolesche, nel 1995 ha scelto la via del pentimento, diventando collaboratore di giustizia e permettendo lo smantellamento della sua stessa banda.

Nonostante il programma di protezione e lo scorrere degli anni, i nodi legati al suo immenso patrimonio nascosto stanno venendo al pettine soltanto oggi, con l’acquisizione definitiva dei suoi beni da parte dello Stato.


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