Caso Garlasco, la Procura di Pavia pronta a chiedere il rinvio a giudizio per Sempio
La nuova inchiesta sul caso del delitto di Garlasco si avvicina a un passaggio decisivo. Il termine per la chiusura delle indagini della Procura di Pavia è fissato per lunedì prossimo. Secondo quanto si apprende, i pm titolari dell’inchiesta sono orientati a chiedere il rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Gli ultimi accertamenti tecnici, secondo le indiscrezioni, non avrebbero modificato la ricostruzione degli inquirenti, che continuano a ritenere il 38enne responsabile della morte di Chiara Poggi.
Il nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari, che seguirebbe quello già notificato lo scorso maggio, aprirebbe una fase giudiziaria. Parallelamente, sullo sfondo resta la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto. I suoi legali stanno infatti predisponendo la richiesta di revisione del processo.
Gli elementi contestati a Sempio
La Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, si prepara a tirare le somme dopo le ultime quattro consulenze acquisite nell’ambito della nuova inchiesta. L’impianto accusatorio, stando a quanto emerge, sarebbe rimasto sostanzialmente invariato. Secondo l’ipotesi investigativa, Andrea Sempio avrebbe aggredito Chiara Poggi con un oggetto contundente, colpendola ripetutamente al volto e alla testa. Gli inquirenti ipotizzano che il movente, ovviamente tutto da dimostrare, possa essere riconducibile a un approccio sessuale respinto dalla vittima. Tra gli elementi al centro dell’indagine figurano le tre telefonate effettuate da Sempio all’abitazione della famiglia Poggi nella settimana precedente all’omicidio e l’ipotesi che il giovane avesse avuto accesso a video intimi della vittima con il fidanzato custoditi in una pendrive. Particolare attenzione viene riservata anche alle tracce repertate nella villetta di Garlasco. La Procura attribuisce rilievo alla cosiddetta impronta 33, individuata sulla parete delle scale dove fu ritrovato il corpo della ventiseienne. Di fondamentale importanza è considerato anche il materiale genetico rinvenuto sulle unghie della vittima. Per gli inquirenti sarebbe riconducibile a Sempio.
Restano inoltre oggetto di valutazione lo scontrino presentato dall’indagato a sostegno del proprio alibi e l’impronta insanguinata di una scarpa, che secondo l’accusa potrebbe essere compatibile con il numero di piede del nuovo indagato per l’omicidio. Infine, al centro dell’attività inquirente restano gli appunti, i soliloqui captati e le conversazioni di Andrea Sempio e di alcuni suoi familiari captate dalle intercettazioni ambientali e telefoniche.
Si tratta di elementi la cui interpretazione è contestata dalla difesa e che, nell’eventualità di un processo, dovranno essere sottoposti al vaglio del giudice.
Cosa succede dopo la chiusura delle indagini
Con la notifica del nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari, Andrea Sempio avrà nuovamente la possibilità di presentare memorie difensive e chiedere ulteriori approfondimenti investigativi. Resta invece meno probabile, secondo le indiscrezioni, che l’indagato scelga di sottoporsi a un nuovo interrogatorio. Anche perché finora la strategia difensiva è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il passaggio successivo potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio. Sarà allora il giudice dell’udienza preliminare a valutare se gli elementi raccolti dalla Procura siano sufficienti per sostenere l’accusa in un processo. La difesa, che contesta la ricostruzione degli inquirenti, potrà contrapporre le proprie consulenze a quelle dell’accusa. Il confronto tecnico si preannuncia centrale, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione delle tracce biologiche e delle impronte.
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