L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Chat Delmastro: il cd della Procura che apre al tribunale del web

Il silenzio della Camera, un precedente pericolosissimo

di Angelo Vitale -


Doveva essere il giorno della verità, con la Camera chiamata a votare l’autorizzazione all’acquisizione delle chat di Andrea Delmastro richiesta dalla Procura di Roma, per riaffermare la propria sovranità e il primato dell’articolo 68 della Costituzione.

Chat Delmastro: è stallo

Ieri, invece, l’innesco di uno stallo istituzionale senza precedenti. Il voto congelato da una missiva del procuratore di Roma Francesco Lo Voi, arrivata sulla scrivania del presidente Lorenzo Fontana poco prima della seduta.

Un intervento che ha mandato in frantumi il calendario dell’Aula e scatenato la furia del centrodestra.

Il capogruppo FI Enrico Costa non ha usato giri di parole per denunciare la “procedura anomala”: la riapertura di un’istruttoria parlamentare solo perché la Procura decide, all’ultimo minuto, di inviare nuovi documenti per “spiegare” perché quelle chat siano fondamentali e abbiano pure “finalità di garanzia”, per confrontare i testi con quelli prodotti dalla stessa difesa. Per i garantisti, un tempismo che puzza di interferenza indebita.

Quel cd della Procura

Il paradosso, però, è destinato a esplodere da oggi. Mentre la pratica tornava in Giunta per le Autorizzazioni, il suo presidente Devis Dori annunciava la mossa che rischia di svuotare di significato ogni futura decisione. I membri della Commissione potranno visionare il cd con le chat inviato dai magistrati.

Una consultazione che, nei fatti, trasforma messaggi privati in un libro aperto, con l’evidente rischio di fughe di notizie e di un “processo mediatico” preventivo prima ancora che l’Assemblea si sia espressa sulla loro utilizzabilità.

Insomma, la Camera resta in silenzio e una Procura, nei fatti, ferma un voto con una lettera dell’ultimora.

Un precedente pericolosissimo

Il silenzio di Montecitorio pesa come un macigno. La sovranità del Parlamento appare pericolosamente subordinata al tempismo di una cancelleria. Si spalancano ufficialmente le porte a quel processo mediatico che le garanzie costituzionali dovrebbero scongiurare.

Non serve una palla di vetro per prevedere che i contenuti di quelle chat, prima ancora di essere dichiarati utilizzabili, finiranno nel tritacarne dei titoli di giornale e dei social.

La segretezza della corrispondenza dei parlamentari, pilastro dell’articolo 68, un guscio vuoto davanti alla fame di “fango” delle opposizioni. La scelta del rinvio per evitare lo scontro, ma consegnando la dignità della Camera al tribunale del web.

Un cortocircuito completo. Un precedente pericolosissimo.

Leggi tutte le news di Politica


Torna alle notizie in home