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E’ morto Don Mazzi: una vita per i giovani

Dopo alcune settimane caratterizzate da problemi di salute e recenti ricoveri in ospedale, le ultime ore dedicate al progetto che ha guidato per oltre quarant'anni

di Giorgio Brescia -

Don Antonio Mazzi al mercatino della solidarietà di Natale della Fondazione Exodus alla Fabbrica del Vapore


È morto Don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus: una vita dedicata ai giovani.

E’ morto Don Mazzi

La notizia è giunta nel pomeriggio di oggi, Don Antonio Mazzi si è spento all’età di 96 anni.

E’ morto nella storica sede della Comunità Exodus alla Cascina Molino Torrette nel Parco Lambro a Milano, circondato dai suoi collaboratori e dai ragazzi che ha accolto nel corso di una vita intera.

I funerali si terranno lunedì pomeriggio alle ore 15.00 presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

Le ultime ore al Parco Lambro

Dopo alcune settimane caratterizzate da problemi di salute e recenti ricoveri in ospedale, don Mazzi si è spento nel cuore del progetto che ha guidato per oltre quarant’anni.

Fino agli ultimi momenti della sua vita ha voluto rimanere vicino alla sua comunità.

Il quotidiano Avvenire ha ricordato il suo approccio instancabile con il titolo: «Non ha mai smesso di cercare i ragazzi», evidenziando come la sua presenza sia stata un punto fermo fino alla fine.

Una vita al servizio dei marginali e la nascita di Exodus

Nato a Verona il 30 novembre 1929 e ordinato sacerdote nel 1956 nella congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza -l’Opera Don Calabria-, Don Antonio Mazzi ha incarnato per decenni la figura del “prete di strada”.

La svolta nel 1980

La sua opera più nota prende forma a Milano all’inizio degli anni ’80 per rispondere all’emergenza dell’eroina che devastava intere generazioni di giovani.

Il Progetto Exodus

La Comunità Exodus ha introdotto un metodo pedagogico alternativo, basato su itinerari educativi (le “carovane”), sulla responsabilizzazione personale, sul lavoro e sul rifiuto di una rigida logica punitiva o unicamente farmacologica.

Tra i media e l’impegno sociale

Dagli anni ’90 Don Mazzi è diventato un personaggio popolarissimo anche sul piano mediatico. Con la sua figura minuta, lo stile schietto e la voce priva di filtri, ha partecipato a numerose trasmissioni televisive. E poi curato rubriche sulla stampa nazionale (tra cui Famiglia Cristiana), portando all’attenzione del grande pubblico i temi del disagio giovanile, delle dipendenze e delle periferie umane.

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