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Cronaca

Campi Flegrei, il terremoto non si ferma: i feriti, i crolli

Si tratta del terremoto più forte registrato nei Campi Flegrei negli ultimi quarant'anni, dall'inizio della crisi bradisismica degli anni '80

di Dave Hill Cirio -

Crolli e danni causati dalla scossa di terremoto magnitudo 4.7, registrata in serata con epicentro i Campi Flegrei


Nuove scosse all’alba nei Campi Flegrei dopo il terremoto record di magnitudo 4.7: feriti, crolli e trasporti in tilt.

Il terremoto non si ferma nella caldera dei Campi Flegrei. Dopo una pausa di circa tre ore, altre cinque scosse sono state registrate questa mattina dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

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Campi Flegrei, il terremoto non si ferma

La più intensa si è verificata alle 5.47 con una magnitudo di 3.1, fortunatamente al di sotto dell’evento principale del giorno prima, ma sufficiente a mantenere la popolazione in uno stato di costante allerta.

L’attività sismica di questa mattina fa seguito al violentissimo sciame sismico iniziato nella serata di ieri. Caratterizzato da almeno 11 scosse di magnitudo superiore a 2.0.

Il momento più critico, alle 19.46 con una scossa di magnitudo 4.7, seguita da una di 3.8 alle 22.00 e da valori minori fino alla 2.0 dell’1.01 di notte.

Si tratta del terremoto più forte registrato nei Campi Flegrei negli ultimi quarant’anni, dall’inizio della crisi bradisismica degli anni ’80.

Il bilancio dell’emergenza: feriti, sgomberi e trasporti

I danni provocati dall’evento sismico di 4.7 si sono rivelati consistenti sia sul fronte delle strutture sia su quello della sicurezza pubblica.

Il bilancio aggiornato dall’Unità di Crisi del Dipartimento della Protezione Civile parla di 21 persone rimaste ferite, di cui due ricoverate in codice rosso.

I Vigili del Fuoco hanno disposto l’evacuazione preventiva e lo sgombero di 18 nuclei familiari in via Sannino e 4 in via San Vitagliano, per avviare le necessarie verifiche di tenuta strutturale sugli immobili.

I centri di accoglienza allestiti a via Terracina e presso il Palatrincone di Pozzuoli (dove sono stati disposti 185 posti letto) sono rimasti operativi per tutta la notte.

I trasporti, le utenze

E-Distribuzione ha ripristinato progressivamente tutte le utenze elettriche danneggiate. Sul fronte dei trasporti, la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli è tornata regolare attorno all’1.30 di notte, dopo la sospensione precauzionale necessaria per i controlli tecnici sui binari.

L’interruzione ha causato ritardi fino a 380 minuti, deviazioni e cancellazioni per i treni ad Alta Velocità, Intercity e Regionali.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale sta predisponendo un’ordinanza di interdizione per le aree demaniali marittime situate al di sotto delle pareti rocciose, confermando la temporanea chiusura dello scalo.

Il summit in Prefettura

Per gestire la fase di emergenza, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha presieduto alle 23.00 una riunione del Centro Coordinamento Soccorsi al COC di Pozzuoli, alla presenza del presidente della Regione Campania Roberto Fico e, in collegamento da remoto, del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

Una nuova vertice di aggiornamento e coordinamento è stato fissato per le ore 10.00 di questa mattina, 1° agosto, direttamente presso la Prefettura di Napoli.

L’allarme dei geologi

«A rischio non solo gli edifici, ma i costoni tufacei». La forte scossa di 4.7 ha riacceso il dibattito sulla fragilità geomorfologica dell’area flegrea.

Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, ha sottolineato come i danni registrati non derivino solo dalle strutture murarie ma soprattutto dai frani e crolli lungo le pareti di tufo, che hanno interessato abitazioni, viabilità e infrastrutture.

«I costoni tufacei che caratterizzano ampie porzioni del territorio flegreo rappresentano elementi di particolare fragilità. L’azione combinata del bradisismo, della sismicità ricorrente e dei processi di alterazione naturale può ridurne progressivamente le condizioni di equilibrio. La mitigazione del rischio non può limitarsi esclusivamente alla vulnerabilità degli edifici, ma deve considerare l’instabilità dei versanti e l’amplificazione sismica locale. La prevenzione non può essere settoriale».

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L’Ordine ha dunque rinnovato la richiesta di potenziare il monitoraggio e il rilievo delle pareti rocciose e di aggiornare la microzonazione sismica per proteggere una popolazione esposta a sollecitazioni continue.

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