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Rivolta a Benevento, il Sappe: “Carceri polveriere”

Devastato un intero reparto. Il sindacato rinnova la denuncia di un'emergenza sempre più grave

di Dave Hill Cirio -


Rivolta nel carcere di Benevento: devastato il reparto G1, sei detenuti trasferiti.

Una violenta sommossa

La rivolta è esplosa all’interno della casa circondariale di Benevento, dove un gruppo di reclusi appartenenti alla sezione G1 ha dato vita a gravi disordini.

L’episodio ha causato ingenti danni materiali alla struttura penitenziaria e ha richiesto l’intervento delle forze di sicurezza e l’avvio di una complessa trattativa per ripristinare l’ordine all’interno dell’istituto.

Danni alle strutture e dinamica dei disordini

Secondo quanto ricostruito e comunicato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, i reclusi protagonisti della protesta hanno devastato arredi e locali del reparto. Nel corso della sommossa sono stati distrutti sanitari, letti, tavoli, frigoriferi e le attrezzature presenti nella palestra della sezione.

I detenuti hanno inoltre infranto le vetrate delle aree comuni, allagato i corridoi e posizionato barricate con mobili e suppellettili per ostacolare l’ingresso del personale di custodia, tentando anche di danneggiare le pareti divisorie del reparto.

Trattativa, trasferimenti e gestione dell’emergenza

La situazione di tensione si è ricomposta a seguito di una prolungata trattativa condotta da un negoziatore della polizia penitenziaria, che è riuscito a far rientrare la protesta evitando l’uso della forza o un ulteriore aggravamento dei disordini.

Durante le fasi più critiche dell’emergenza era stato allertato anche il Gruppo di intervento regionale della polizia penitenziaria di Napoli.

A seguito dei disordini, l’amministrazione penitenziaria ha disposto l’immediato trasferimento di sei detenuti ritenuti tra i principali responsabili della rivolta verso altri istituti di pena, pianificando ulteriori spostamenti nelle ore successive.

Le criticità del sistema penitenziario

I drammatici fatti di Benevento riportano in primo piano i problemi strutturali che interessano numerose carceri italiane.

Come evidenziato dalle sigle sindacali di categoria, gli eventi critici negli istituti di pena sono spesso correlati a un quadro complesso caratterizzato dal sovraffollamento carcerario.

Il Sappe denuncia un numero di presenze stabilmente superiore alla capienza regolamentare delle strutture, carenze d’organico, tensioni operative.

“Molte carceri sono ormai polveriere”, l’allarme lanciato dal Sappe.

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