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Nave “ombra” russa all’Ucraina: è la prima volta

Questo provvedimento rappresenta la prima volta assoluta in cui un Paese europeo sequestra una risorsa della flotta ombra russa e la consegna all'Ucraina

di Giorgio Brescia -


Il caso del cargo Zhibek Zholy: la cronistoria dei fatti, la prima volta di una nave “ombra” russa consegnata all’Ucraina.

Il sequestro e l’inganno sul grano ucraino

La nave protagonista della vicenda è la Zhibek Zholy, battezzata sotto bandiera del Kazakistan ma gestita da entità collegate alla flotta ombra russa.

Nel luglio 2022, la nave era salpata dal porto occupato di Berdyansk, n Ucraina sul Mare d’Azov. Era carica di oltre 7mila tonnellate di grano. Kiev accusò immediatamente la Russia di aver saccheggiato le scorte di cereali dai territori occupati di Zaporizhzhia e Cherson. E chiese il sequestro dell’imbarcazione e l’avvio di un’inchiesta internazionale.

Il passaggio per la Turchia e la fuga

Dopo la segnalazione dell’ambasciata ucraina, la Turchia aveva inizialmente fermato la nave al largo del porto di Karasu per effettuare controlli sulla provenienza del carico.

Tuttavia, ci furono complessi intoppi burocratici e mancava un ordine giudiziario definitivo. Le autorità turche consentirono così alla nave di ripartire, scatenando la dura protesta del ministero degli Esteri ucraino.

L’ingresso ufficiale nella “flotta ombra” e il sequestro svedese

Negli mesi successivi, l’imbarcazione aveva continuato ad operare sotto l’orbita delle reti logistiche russe. Così eludendo i tracciamenti e le sanzioni occidentali.

Nel marzo di quest’anno, la nave era stata intercettata e bloccata dalle autorità svedesi nelle proprie acque territoriali. Ciò, mentre tentava di completare una rotta commerciale.

Il provvedimento, a seguito di un mandato di cattura e sequestro internazionale emesso dalla magistratura ucraina e recepito dagli organi giudiziari europei.

La sentenza della Corte Suprema svedese

L’armatore e le società di comodo collegate alla nave hanno presentato ricorso contro il provvedimento di sequestro. Il 4 agosto scorso, la Corte Suprema svedese ha respinto definitivamente l’appello, confermando le sentenze di primo e secondo grado.

La decisione stabilisce la confisca del cargo e la sua formale consegna alle autorità dell’Ucraina, insieme al valore del carico sequestrato.

La prima volta per la “flotta ombra” russa

Un precedente storico. Negli ultimi due anni diversi Paesi occidentali (tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna e vari Paesi Ue) hanno sanzionato centinaia di petroliere e cargo appartenenti alla flotta fantasma russa.

Ma le azioni si erano limitate a divieti di approdo e sosta nei porti dell’Unione Europea. Oppure al blocco dei servizi assicurativi e finanziari navali. O ancora, a sequestri temporanei di carico per violazione del price cap sul petrolio.

Questo provvedimento rappresenta la prima volta assoluta in cui la magistratura di un Paese europeo sequestra una risorsa della flotta ombra russa. E poi ne dispone la confisca definitiva e il trasferimento di proprietà a favore dello Stato ucraino a titolo di risarcimento per i beni sottratti.

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