L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Fashion

Gigi Hadid in Valentino: una principessa a Vogue World Milano

di Cristiana Flaminio -


Gigi Hadid è stupenda. Pure vestita così. Anzi, soprattutto così. Alla Vogue World Milano 2026, la modella si è presentata indossando quest’abito della collezione Valentino Haute Couture primavera-estate 2025, firmata dal direttore creativo Alessandro Michele al suo esordio. Ora, i dettagli li potete vedere da voi.

Trapunte veneziane, organza a ufo: il frutto, dicono, di ben 1.680 ore di lavoro artigianale, tutto fatto a mano dai sarti della maison. Il dettaglio del colletto, ampio come quello della Regina di Cuori, dicono sia una suggestione da Alice nel Paese delle Meraviglie. Non hanno tutti i torti. Scomoderei addirittura l’eterna maschera di Colombina, in omaggio a Milano e alla Commedia dell’Arte.

Non lo farò perché poi dovrei inerpicarmi in un lungo, e troppo pensoso, ragionamento per dimostrarvi che non è mica la civetta frivola che ci siamo raccontati, semmai è l’emblema più potente dell’eterno fascino femminile. Lasciamo stare ‘sti discorsi complessi e torniamo a bomba.

Gigi Hadid e l’arte di indossare un abito complicatissimo

Gigi Hadid è stupenda. Perché indossa con fulminante semplicità un abito che è complicatissimo. I patchwork non sono mai semplici, soprattutto da vestire. Non si fa ingessare dal vestito che la renderebbe, se non avesse il fascino e l’eleganza che ha, poco più che una bambolina. Lei dà vita a un’emozione, a un desiderio di nostalgia.

Diciamolo a bassa voce, sennò finisce che mi scambiate per l’aspirante nuora di Tajani. Ma quanto sono belli pizzi, organze, merletti. Ma quanto è antico, e perciò attualissimo, quel collettone gigantesco. E quanto si fa principesca, Gigi Hadid, nell’indossarlo senza farsene sopraffare, senza dare nemmeno l’illusione che possa strozzare. L’abito non fa il monaco, per carità. Chi lo indossa, evidentemente, fa tutta la differenza.

Dalla cassapanca della nonna, il ritorno della moda evocativa

Nota a margine. Un vestito così non è per tutte. Né per tutti. Ma la traccia è chiara. E non se l’è inventata, almeno non nella sua prima collezione, l’ottimo Alessandro Michele. Forse, anzi, è roba da rintracciare nelle collezioni di tanti anni fa tra Gianni Versace e poi Dolce & Gabbana.

Veniamo da un’epoca di eccessi. Ci siamo ancora dentro. Siamo sbomballate da suggestioni e da imperativi. Ripartiamo dalla cassapanca della nonna. Dai materiali, dai disegni, dalla potenza evocativa.

Leggi qui le ultime news di Moda


Torna alle notizie in home