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Rischio vandali: a Lugo il parroco chiude la chiesa

C'è da scommettere che la politica -specie quella gridata nel talk show - trasformerà un gesto di desolante stupidità nell'ennesima clava da campagna elettorale permanente

di Elizabeth Costello -


Chiesa a rischio vandali: la serrata sdegnata e dolorosa della chiesa della Collegiata di Lugo, decisa dal parroco don Leonardo Poli dopo l’ennesima incursione vandalica di un manipolo di giovanissimi. Il fatto contiene in sé tutti gli ingredienti di un piccolo dramma di provincia.

Il parroco chiude la chiesa

Eppure, la sensazione diffusa è che la vicenda — anziché stimolare una riflessione profonda sul vuoto sociale e culturale di certe periferie o generazioni — finirà per essere immediatamente risucchiata nel consueto rito stanco del dibattito politico.

Il valore ferito: un patrimonio del Settecento romagnolo

Prima che la cronaca nera e la polemica d’aula ne sovrascrivano la storia, va ricordato cos’è la Collegiata per il territorio ravennate.

Dedicata ai Santi Francesco e Ilario, la struttura affonda le sue radici nel Duecento (quando apparteneva ai Francescani), per poi essere completamente riedificata nel Settecento dall’architetto Cosimo Morelli.

Un monumento identitario

Con il suo portico in terracotta e il campanile che domina la piazza, è il cuore spirituale e architettonico di Lugo.

Le opere custodite

Al suo interno racchiude capolavori del barocco e del tardo-rinascimento romagnolo, pale d’altare di pregio (come quelle di Ignazio Stern) e uno splendido organo monumentale.

Vedere quel portone ligneo chiuso durante il giorno per difendere pale d’altare, candelabri e cassette delle offerte da vandali armati di cellulari e disinteresse è una sconfitta prima di tutto culturale.

Il circuito “riflesso”: la politica delle formule preconfezionate

Puntuale come un ingranaggio collaudato, l’episodio non tarderà a innescare la giostra delle dichiarazioni incrociate.

La “morsa securitaria”

Da una parte, il centrodestra locale e nazionale troverà nell’incursione della gang la conferma del declino della sicurezza urbana, invocando più pattuglie, Daspo urbani, la repressione della devianza giovanile e, inevitabilmente, puntando il dito contro le amministrazioni locali.

L’opposizione sociologica

Dall’altra, le forze di centrosinistra e le voci dell’associazionismo risponderanno citando il disagio giovanile, la mancanza di spazi di aggregazione, le falle del sistema educativo e i pericoli dell’allarmismo securitario.

La solitudine sul campo

Nel mezzo restano i soggetti reali — il parroco costretto a trasformare la chiesa in una fortezza e i cittadini privati di un bene comune — trattati come comparse di uno scontro ideologico che si ripete identico a ogni notizia di reato.

La vera nota amara della vicenda di Lugo, non nelle candele spezzate o nei pochi euro sottratti dalle cassette per le elemosine.

C’è da scommettere che la politica -specie quella gridata nel talk show – trasformerà un gesto di desolante stupidità nell’ennesima clava da campagna elettorale permanente.

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