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Esteri

Stop divieto social agli under 15: Macron ci riproverà

Nonostante lo stop della Corte, l'Eliseo ha confermato l'intenzione di portare avanti la misura

di Daniel Walker -


Stop della Corte Costituzionale al divieto di social per gli under 15: la Francia ci riproverà.

Stop divieto uso social per gli under 15

La strada verso la tutela dei minori nello spazio digitale si rivela più tortuosa del previsto per il governo francese. Il Consiglio Costituzionale (il corrispettivo transalpino della nostra Corte Costituzionale) ha bocciato la legge approvata dal Parlamento che puntava a vietare l’accesso ai social media ai ragazzi con meno di 15 anni.

La decisione rappresenta una frenata d’arresto per la stretta voluta dalla maggioranza, ma la partita politica e legislativa è ben lontana dal dirsi conclusa.

Le ragioni del “no”: libertà di espressione e norme europee

La bocciatura da parte dei “Saggi” di Parigi non entra nel merito della necessità di proteggere i giovanissimi dai pericoli della Rete. Tema peraltro che gode di ampio consenso politico. Il no riguarda la tenuta giuridica del provvedimento.

Secondo i giudici costituzionali, il testo approvato presentava grandi criticità.

La compressione delle libertà fondamentali

Un divieto generalizzato rischia di violare la libertà di informazione e di espressione garantita dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789.

L’incompatibilità con il diritto Ue

Il provvedimento si scontra con il quadro normativo dell’Unione Europea. Il Digital Services Act attribuisce alla Commissione europea — e non ai singoli Stati membri in modo unilaterale — la regolamentazione delle piattaforme digitali di grandi dimensioni.

La reazione dell’Eliseo: Macron non molla e affida il dossier a Lecornu

Nonostante lo stop della Corte, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha confermato l’intenzione di portare avanti la misura.

L’Eliseo ha infatti comunicato che la determinazione del Capo dello Stato nel raggiungere l’obiettivo “entro la primavera del 2027 rimane assoluta”.

Per superare i rilievi costituzionali, Macron ha incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di mettersi subito al lavoro.

Dovrà elaborare “il più rapidamente possibile” una nuova bozza di legge che sia “giuridicamente solida”.

Un testo in grado di rispettare i paletti posti dalla decisione del Consiglio Costituzionale, per integrarsi perfettamente nel quadro delle direttive e dei regolamenti europei. Una sfida non facile.

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