L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Quel senso della misura che manca anche a Travaglio

di Adolfo Spezzaferro -


Sì, è vero: la vicenda Ranucci-Lavitola conferma ancora una volta come a sinistra e su certi giornali schierati vige sempiterna la regola dei due pesi e due misure (provate a immaginare la stessa situazione con un giornalista di destra).

Ma quello che più ci colpisce di questa vicenda – al di là del fatto gravissimo dell’attentato – non è tanto che i compagni soltanto ora si scoprono garantisti né che si minimizzi sulle frequentazioni tra giornalisti di spicco e il faccendiere reo confesso come mandante della bomba che in qualche modo avrebbe dovuto giovare (sic) al conduttore Rai.

A lasciarci basiti è la mancanza di misura, la totale assenza di senso delle proporzioni. Stiamo assistendo a una sorta di gara a chi la spara più grossa. E per adesso Travaglio se la gioca con Ranucci, con quel suo riferimento a Falcone che all’epoca ha lavorato nel governo Andreotti. L’intento del direttore del Fatto era quello di difendere il suo sodale, ma è evidente la sproporzione inaccettabile tra questa oscura vicenda di “bombe in amicizia” e le gesta di Falcone, che ha lavorato e dato la vita per lo Stato e per il bene di tutti.

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