Non è mai troppo tardi per sposarsi. Anzi…
Veniamo da un’epoca (che per certi versi appare sempre più lontana) in cui il matrimonio era un traguardo, sì, ma soprattutto l’inizio della vita da adulti: ci si sposava giovani, si comprava casa, si facevano figli e, se c’era modo e avanzava un po’ di tempo, si viveva felici e contenti. Oggi è tutto il contrario. Prima si vive, ci si innamora, ci si lascia, ci si ritrova, si costruisce una carriera, magari una famiglia (anche se il carovita non aiuta). E poi, semmai, ci si sposa. Anche ben oltre i settant’anni.
Sposarsi a quell’età è più romantico, e di certo meno azzardato. A venticinque anni ci si sposa spesso inseguendo un’idea del futuro. Quando si va verso gli ottant’anni, il futuro è già stato abbondantemente verificato. E se dopo quasi quattro decenni esiste ancora la voglia di firmare lo stesso contratto osicale, più che un azzardo è una certificazione di qualità. I numeri raccontano una piccola rivoluzione sentimentale. Mentre i matrimoni crollano, quelli degli ultrasettantenni sono più che triplicati in vent’anni.
Il bello è che aumentano perfino le donne al primo matrimonio (sì, avete capito bene). Sono le stesse che appartengono alla generazione che ha dimostrato di poter fare tutto senza marito: lavorare, avere figli, costruire un patrimonio e una reputazione. Dopo aver passato una vita a dimostrare che il matrimonio non era indispensabile, molte hanno deciso che poteva perfino essere piacevole. Insomma, non ci si sposa più per bisogno o per costume sociale, ma per sfizio. Per carità, ci sarà anche chi pensa alla pensione di reversibilità o ai diritti successori. L’amore sarà pure eterno, ma pure un buon notaio, come si dice, “è per sempre”. Tuttavia molti di questi novelli – si fa per dire – sposi hanno già divorziato una volta.
Potrebbero tranquillamente archiviare tale istituzione. Invece ci riprovano, convinti e innamorati. Forse il punto è che è cambiata l’età, non il desiderio. Il fatto è che a settant’anni oggi non ci si sente ai titoli di coda, ma all’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo. E allora il matrimonio smette di essere una scommessa sul futuro (a scatola chiusa e con una cospicua dose di ottimismo) e diventa il premio (consapevole e ponderato) per essere arrivati fin lì insieme.
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