Triora, il sindaco che da otto anni non tocca lo stipendio: “Amministrare è un atto d’amore”
Il sindaco di Triora Massimo Di Fazio
Un legame nato dal dolore, cresciuto tra le montagne
A Triora, borgo delle Alpi liguri noto in tutta Italia come il paese delle streghe, il sindaco Massimo Di Fazio ha scelto ormai da otto anni di non incassare un euro del proprio compenso istituzionale, lasciando che l’intera somma resti a disposizione delle casse comunali. La decisione, formalizzata fin dal primo giorno del suo mandato nel 2018 e mai ritirata negli anni successivi, riguarda un’indennità lorda mensile di 1.659 euro: sommando il periodo trascorso da allora, il valore complessivo destinato al Comune sfiora ormai i 160mila euro, una cifra tutt’altro che simbolica per un ente di piccole dimensioni.
Di Fazio, oggi al secondo mandato consecutivo alla guida del paese, ha raccontato pubblicamente le ragioni personali che lo hanno spinto a questa scelta di rinuncia. La perdita del padre, avvenuta quando aveva soltanto nove anni, lo ha costretto, ha spiegato, a crescere in fretta e a maturare un forte senso di responsabilità e di attenzione verso il prossimo.
Fu proprio l’attrazione per l’ambiente montano, fin dall’adolescenza, ad avvicinarlo a Triora, dove ha poi deciso di trasferirsi stabilmente con la propria famiglia e crescere i suoi due figli, in un contesto che il sindaco definisce fortemente legato ai valori della solidarietà, del mutuo soccorso e dell’unione tipici delle piccole comunità d’alta quota.
Imprenditore da vent’anni, attività che resta tuttora la sua principale occupazione, Di Fazio ha definito l’impegno amministrativo un vero e proprio gesto di servizio verso il proprio territorio, sostenendo che le risorse altrimenti destinate al compenso del primo cittadino trovano un impiego assai più utile se reinvestite nella manutenzione ordinaria e nei bisogni quotidiani del paese.
Il sindaco grande, un Comune piccolo e un territorio immenso
Amministrare Triora, del resto, non è compito semplice. Il Comune conta appena 390 abitanti ma si trova a gestire il territorio comunale più esteso dell’intera provincia di Imperia, settimo per ampiezza in tutta la Liguria.
Si tratta di un’area suddivisa in undici distinte frazioni, che richiede la manutenzione autonoma di altrettanti acquedotti e impianti di depurazione, oltre a numerosi chilometri di strade e infrastrutture di montagna spesso difficili da raggiungere. A fronte di questa complessità territoriale, la macchina amministrativa comunale dispone di sole tre unità di personale negli uffici, affiancate da una segreteria condivisa con altri enti limitrofi e da un ufficio tecnico attivo per poche ore alla settimana. Per colmare le croniche carenze di organico, secondo quanto riferito dal primo cittadino, amministratori e volontari si trovano spesso a occuparsi personalmente anche dei piccoli interventi di manutenzione sul territorio, in un paese dove la mutua assistenza resta, a suo dire, un tratto identitario ancora molto sentito.
Quasi 20 milioni di finanziamenti in otto anni
Nonostante le risorse economiche e umane limitate, Di Fazio rivendica risultati che definisce straordinari nel corso degli otto anni di governo: quasi 20 milioni di euro di finanziamenti intercettati e destinati a opere pubbliche, messa in sicurezza del territorio e progetti di rilancio del borgo, compresa la frazione di Monesi, storica località sciistica che l’amministrazione punta a rivitalizzare anche puntando sul cicloturismo estivo.
Il no della Corte dei Conti sui 500 euro di aumento
Nelle scorse settimane il sindaco si è rivolto formalmente alla Corte dei Conti per chiedere un parere sulla possibilità di circoscrivere la propria rinuncia allo stipendio, incassando soltanto i 500 euro mensili di aumento dell’indennità introdotti dalla legge di bilancio 2024, importo escluso dall’accordo di rinuncia siglato a inizio 2018. L’intenzione dichiarata era comunque quella di destinare anche questa somma aggiuntiva al Comune. La magistratura contabile ha però risposto negativamente alla richiesta. Di Fazio ha commentato con evidente rammarico l’esito della vicenda, sottolineando come per un piccolo Comune di montagna anche poche centinaia di euro possano fare la differenza concreta nella copertura di una manutenzione o nel sostegno a un servizio essenziale, e ribadendo che l’obiettivo dell’amministrazione resta sempre quello di far restare ogni singola risorsa disponibile a beneficio diretto della comunità triorese.
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