Il caso dei furti per necessità a New York
Lo scontro politico dopo le parole di Emily Gallagher
DALLA NOSTRA INVIATA
Durante una conferenza stampa tenutasi all’esterno del Tribunale Penale di Manhattan, la deputata Emily Gallafher, esponente dei Socialisti Democratici d’America (DSA), ha descritto i furti nei negozi di beni di prima necessità, come dentifricio o sapone, quali “crimini di povertà” dettati da un “bisogno biologico”.
Secondo la sua visione, tali atti non dovrebbero essere perseguiti penalmente.
Gallagher ha partecipato ad un evento organizzato dall’associazione Court Watch NYC.
Il gruppo ha presentato i dati sul monitoraggio di 360 udienze di convalida, evidenziando come oltre la metà riguardasse reati minori legati alla sopravvivenza.
“Chi ruba beni di prima necessità lo fa per estremo bisogno, eppure il sistema tutela colossi miliardari come CVS e Walgreens a discapito delle persone più fragili e in difficoltà. È inaccettabile proteggere i profitti di multinazionali piuttosto che le persone che lottano quotidianamente per la sopravvivenza. Direi quindi che il vero crimine è che esiste una tale disparità di ricchezza in questa città per cui ci sono persone che possono finire in prigione semplicemente perché vogliono soddisfare un proprio bisogno primario”. Ha dichiarato la deputata statale.
Promuovendo il trattamento terapeutico al posto della detenzione, la parlamentare Emily Gallagher difende i progressi storici della giustizia penale. L’esponente democratico contesta la propaganda dei media conservatori, colpevoli di diffondere paura a discapito delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Gli utenti dei social media hanno respinto velocemente i commenti della Gallagher.
Una persona per esempio ha postato: “L’ intera base di una società civile si fonda sulla proprietà privata; sul patrimonio e non sul rubare. Se si legalizza il furto la società crolla letteralmente da un giorno all’altro; l’atto di depredare dovrebbe essere punito severamente”.
Un altro internauta ha parlato di taccheggi dilaganti fornendo l’esempio di una farmacia che ha dovuto chiudere a causa di furti non controllati. “Tutti i dipendenti ora hanno perso il posto di lavoro, gli anziani del mio quartiere hanno perduto la loro farmacia di riferimento”. “L’anno scorso ho visto un tizio svuotare ogni spazzolino ed ogni tubo di dentifricio nel mio CVS locale: non lo faceva per la sua salute orale, lo faceva per rivendere!” Questo un altro commento condiviso sui social.
Nel frattempo le deputate Claudia Tenney e Nicole Malliotakis avvertono che le idee socialiste stanno guadagnando terreno tra i giovani in tutta l’America.
Entrambe le parlamentari sottolineano l’urgenza di contrastare questa narrativa nei college e nelle scuole americane, avvertendo che legittimare la microcriminalità o invocare risposte socialiste alla povertà sia solo il primo passo verso un pericoloso smantellamento dello Stato di diritto.
Esponenti dei media e delle Forze dell’ordine sostengono che giustificare il furto alimenti l’illegalità. Evidenziano inoltre che la tolleranza verso i reati minori sta costringendo molti negozi storici a chiudere.
Due visioni della giustizia e della società a confronto dunque.
La posizione progressista sostiene che punire con il carcere chi ruba beni di prima necessità sia una risposta inefficace e ingiusta alla povertà. L’obiettivo deve essere il sostegno sociale, la riduzione delle disuguaglianze economiche e il ricorso a percorsi di riabilitazione anziché alla detenzione.
La posizione conservatrice e moderata invece difende il principio della certezza della pena e della legalità. Ritiene che giustificare il furto, a prescindere dal valore della merce, minaccia l’ordine pubblico e danneggia l’economia locale, costringendo i negozi a chiudere.
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