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Animali: 130 mila abbandoni all’anno. Igor Righetti, Lorenzo Castelluccio e il bassotto Byron testimonial della nuova campagna Leal “Fuori il traditore”

di Redazione -


Ogni anno, in Italia, si stima l’abbandono di circa 130 mila animali domestici, tra cui 80 mila cani e 50 mila gatti, con gravi ripercussioni sul piano etico, sanitario e della sicurezza pubblica.
Per promuovere una maggiore cultura del rispetto e della responsabilità verso gli animali, il giornalista e conduttore radiotelevisivo Rai Igor Righetti, da sempre impegnato nella protezione degli animali e ideatore del primo programma radiofonico pet friendly “Igorà” su Rai Radio1, assieme all’influencer e conduttore radiofonico Rai Lorenzo Castelluccio e al pet influencer Byron Righetti con 300 mila follower su Instagram sono stati scelti come nuovi volti della campagna nazionale “Fuori il traditore” promossa da Leal, Lega antivivisezionista.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di contrastare il dilagare dell’abbandono, cambiare il percepito sociale intorno a questo crimine e promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità nei confronti degli animali. “Fuori il traditore” vuole dare voce a tutti gli animali vittime di abbandono e ricordare che abbandonare un animale significa condannare un essere vivente e senziente che si affida completamente a chi lo ha accolto nella propria famiglia. La campagna richiama inoltre l’attenzione sulle persone vittime di incidenti stradali causati dalla presenza di animali abbandonati. Abbandonare è un crimine, punito dalla legge fino a 3 anni di reclusione, 30 mila euro di multa e la sospensione della patente di guida.

“L’abbandono di un animale – dice Igor Righetti – non è una semplice vigliaccheria: è una barbarie. E quando parliamo di circa 130 mila animali abbandonati ogni anno in Italia, non possiamo più definirlo un semplice fenomeno. È una piaga sociale che continua a essere alimentata dall’inciviltà, dall’irresponsabilità e dalla mancanza di rispetto verso esseri viventi e senzienti che dipendono completamente da noi. C’è un dato che dovrebbe farci vergognare: circa l’80% degli animali abbandonati non sopravvive al primo mese di vita randagia. Muore di stenti, di fame, di sete, di malattia oppure viene investito. E l’abbandono produce conseguenze pesanti anche per l’intera comunità, aumentando il rischio di incidenti stradali e mettendo in pericolo persone e altri animali. Ho aderito a questa campagna promossa da Leal perché credo che sia arrivato il momento di smettere di considerare l’abbandono come qualcosa che, soprattutto ogni estate, ma non soltanto, semplicemente ‘accade’. Chi abbandona un animale non compie soltanto un atto di estrema irresponsabilità e crudeltà, ma commette un reato.

Personalmente, da una persona capace di fare una cosa del genere starei alla larga. Perché chi riesce a liberarsi di un essere vivente che si fida di lui e che dipende da lui dimostra una pericolosa assenza di empatia, senso di responsabilità e rispetto. E l’assenza di questi valori è un problema che riguarda l’intera società. Ma non bastano le campagne di sensibilizzazione. Servono adozioni consapevoli: prima di accogliere un animale bisogna capire che non è un giocattolo, un regalo o qualcosa di cui liberarsi quando diventa scomodo. È un impegno per tutta la vita. E servono anche leggi che vengano realmente applicate e pene effettive e severe per chi abbandona. Perché se l’abbandono è un reato, deve essere percepito e trattato come tale. Questa campagna ‘Fuori il traditore’ vuole ribaltare il paradigma: non deve essere l’animale abbandonato il problema, ma chi lo abbandona. Il traditore è chi spezza un legame di fiducia e condanna una creatura innocente alla paura, alla sofferenza e, troppo spesso, alla morte. Questa barbarie va fermata. Una volta per tutte”.

“Sono un nativo digitale – racconta l’influencer e conduttore radiofonico Rai Lorenzo Castelluccio con oltre 1 milione di follower sui social – e ogni giorno utilizzo i social per comunicare con migliaia di ragazzi. Credo che proprio attraverso questi strumenti si debba parlare alle nuove generazioni di temi importanti come il rispetto e la responsabilità verso gli animali. Non possiamo limitarci a dire ai giovani che abbandonare è sbagliato: dobbiamo spiegare loro che adottare significa assumersi una responsabilità per tutta la vita. I social possono fare molto per cambiare questa cultura, perché permettono di arrivare direttamente alle persone, soprattutto ai più giovani, con un linguaggio che sentono vicino. Ho aderito a ‘Fuori il traditore’ perché credo che anche la mia generazione debba metterci la faccia e dire con chiarezza: un animale non si abbandona. Mai”.

“’Fuori il traditore’ è una campagna di cambiamento culturale. Ancora prima che dalla giustizia – spiega il presidente di Leal Gianmarco Prampolini – questo reato deve essere condannato dalla coscienza collettiva. La percezione dell’abbandono come reato penale deve ancora sedimentare nella nostra società”.
La campagna nazionale mira a coinvolgere attivamente popolazione, imprese ed esercizi commerciali attraverso l’esposizione della locandina di divieto d’accesso ai criminali nei luoghi pubblici, nei negozi e sui veicoli privati come segno tangibile di solidarietà alle vittime e di presa di posizione contro il crimine. Il messaggio della campagna è chiaro: a essere esclusi e lasciati ai margini della società devono essere i responsabili dell’abbandono, non le loro vittime. Tra i testimonial che hanno partecipato alla campagna Leal “Fuori il traditore” anche Marco Di Pinto, Ornella Muti, Naike Rivelli, Massimo Wertmuller, Flavio Insinna, Ivana Spagna, Loredana Cannata e Federico Stragà.


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