Il ministero degli Esteri russo ha respinto ogni addebito, definendo le accuse una "provocazione inventata e priva di prove"
Tensione Germania – Russia: l’escalation tra Nato, Unione Europea e Mosca si sposta sul terreno delle azioni ostili dirette nel cuore del continente.
La crisi
Al centro della crisi, la decisione del governo tedesco di attribuire formalmente a Mosca il tentato attacco con un drone carico di esplosivo, avvenuto a inizio agosto contro un aereo cargo nell’aeroporto di Lipsia-Halle.
Un’operazione sventata solo per un difetto dell’innesco, che le indagini di Berlino definiscono oggi come un vero e proprio atto di guerra ibrida.
A far salire la tensione ai livelli di guardia, il salto di qualità politico e diplomatico di queste ore. Dopo aver secretato gli accertamenti tecnici, la Germania ha formalizzato l’accusa, incassando l’immediato e compatto sostegno dei vertici atlantici ed europei.
Il Segretario Generale della Nato e la Commissione Ue hanno denunciato la gravità del gesto, prospettando per la prima volta una risposta coordinata e proporzionata contro Mosca.
L’azione potrebbe tradursi in nuove sanzioni strategiche, strette sulla “flotta ombra” russa e misure di deterrenza rafforzate. Berlino ha persino valutato la possibilità di invocare l’Articolo 4 del Trattato Atlantico per consultazioni di sicurezza urgenti.
Le contromisure tedesche
Sono immediate: chiusura perentoria del Consolato Generale russo a Bonn entro il 18 settembre e revoca delle concessioni alla “Casa Russa” di Berlino.
La smentita da Mosca
Netta la replica del Cremlino. Il ministero degli Esteri russo ha respinto ogni addebito, definendo le accuse una “provocazione inventata e priva di prove”.
Paventata una manovra volta unicamente a giustificare una nuova spirale sanzionatoria, annunciate ritorsioni simmetriche.
Lo scontro esce così dalla dimensione della propaganda per entrare in quella della sicurezza collettiva.