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Attualità

Primetime: il film sulla gogna mediatica

Il film americano solleva un coperchio che da settimane riguarda da vicino anche la TV di casa nostra

di Angelo Vitale -


A Venezia è il turno di Primetime, la pellicola di Lance Oppenheim con Robert Pattinson che smonta il caso To Catch a Predator.

Il caso, il film

Per anni la Nbc ha trasformato la caccia ai pedofili in uno show da prima serata: esca in chat, trappola in villa, telecamere spianate e polizia al seguito per ammanettare l’orco in diretta.

Un tritacarne voyeuristico chiuso solo quando un indiziato si è sparato in testa davanti alla troupe. Un cadavere eccellente per chiudere il circo e incassare gli ascolti.

Le vicende di casa nostra

Il film americano solleva un coperchio che riguarda da vicino anche la TV di casa nostra.

Cambiano i fatti contestati, ma la matrice del giornalismo giustizialista è la medesima.

Fatte le debite proporzioni, il meccanismo che riviveva ogni settimana nelle inchieste-impalcatura di Report.

Verdetti già scritti, montaggi ad arte, allusioni velenose spacciate per prove e alla fine così viste dagli spettatori.

Il bersaglio di turno preso di mira in prime time senza diritto di replica. Non era informazione, era giustizia sommaria da prima serata.

In questo schema, la presunzione d’innocenza calpestata in nome di quello share cui la Rai non vuole rinunciare.

Giornalismo d’inchiesta? Il rigore dei fatti abbandonato per farsi farsa moralista e processo di piazza. Le aule di tribunale nello studio televisivo, le regole da gogna medievale trasferite sui social che assicurano incassi a rai Pubblicità.

La telecamera non per documentare la realtà. Per fabbricarla e lanciare la condanna sociale prima che la magistratura possa persino aprire un fascicolo.

Primetime lo ricorda con forza. Quando la notizia diventa esecuzione mediatica, il servizio pubblico muore e parte il giustizialismo d’accatto.

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