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Kyrgios sospeso per cocaina: un mese di stop e programma di riabilitazione

Il tennista australiano evita la squalifica piena grazie alla collaborazione con l'Itia e all'ingresso in un percorso terapeutico

di Redazione -


Nick Kyrgios, 31 anni, finalista a Wimbledon nel 2022 e oggi precipitato oltre la 900ª posizione mondiale, è stato sospeso per un mese dall’International Tennis Integrity Agency (Itia) dopo essere risultato positivo alla cocaina durante un controllo antidoping effettuato il 22 giugno al torneo ATP 250 di Maiorca. La sostanza, rilevata come benzoilecgonina, è proibita in competizione secondo le norme WADA.

Secondo quanto comunicato dall’Itia, Kyrgios ha spiegato che l’assunzione era avvenuta “in un contesto sociale” nella notte precedente al match, dunque fuori dalle competizioni. Una valutazione indipendente di un esperto WADA ha confermato la compatibilità tra la versione del giocatore e i livelli riscontrati nel test.

Perché la squalifica è stata ridotta

In base alle regole antidoping, la violazione avrebbe comportato una sospensione di tre mesi. Tuttavia, l’Itia ha applicato la riduzione massima prevista: un mese, grazie alla collaborazione del tennista e alla sua adesione a un programma terapeutico approvato dall’agenzia. Kyrgios aveva già iniziato il percorso e accettato la sospensione, che si è conclusa il 3 settembre. Il giocatore ha perso punti e montepremi ottenuti a Maiorca, ma può tornare immediatamente alle competizioni. La sospensione provvisoria era scattata il 4 agosto, dopo la conferma delle analisi di laboratorio.

Le parole del tennista: “Errore gravissimo”

Kyrgios ha ammesso pubblicamente la responsabilità con un lungo messaggio sui social, definendo la vicenda “un errore gravissimo” e chiedendo scusa a tifosi, famiglia e sponsor. Ha spiegato di attraversare un periodo difficile segnato da infortuni e fragilità psicologica, annunciando un ritiro temporaneo dalla vita pubblica per ritrovare equilibrio.

Un ritorno in campo che apre nuovi interrogativi

La rapidità della procedura e la riduzione della squalifica hanno suscitato discussioni nel mondo del tennis, ma l’Itia ha ribadito la correttezza dell’iter e la piena conformità alle norme internazionali. L’australiano, talento irregolare e spesso al centro di polemiche, prova ora a ripartire dopo uno dei momenti più complessi della sua carriera.

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