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Torino

Nuovo stop: Mirafiori si ferma ancora il 7 e 8 settembre, l’automotive cerca la ripartenza

di Redazione -


Nuovo stop produttivo a Mirafiori, dove le linee resteranno ferme anche lunedì 7 e martedì 8 settembre. Le due giornate si aggiungono alle sospensioni già previste dal 2 al 4 settembre e riportano l’attenzione sulla situazione dello stabilimento torinese proprio mentre i dati del 2026 mostrano alcuni segnali di recupero per Stellantis. Alla base delle fermate ci sarebbero difficoltà nella disponibilità di componenti destinati alle motorizzazioni, ma per i sindacati resta forte la preoccupazione per le ricadute sui lavoratori e soprattutto sull’indotto piemontese.

Il quadro di Mirafiori è oggi molto diverso rispetto al difficile 2025. Nei primi sei mesi del 2026 dallo stabilimento torinese sono uscite 36.048 vetture, contro poco più di 15 mila nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita superiore al 135%. A spingere i volumi è soprattutto la Fiat 500 ibrida, affiancata dalla versione elettrica. Il recupero è significativo, ma parte da livelli produttivi particolarmente bassi e non è ancora sufficiente a garantire la piena utilizzazione di un complesso industriale delle dimensioni di Mirafiori. Per l’intero 2026 le stime sindacali indicano una produzione torinese nell’ordine delle 80 mila vetture, al di sotto dell’obiettivo delle 100 mila unità indicato dall’azienda.

Segnali positivi arrivano anche dal quadro nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno Stellantis ha prodotto in Italia oltre 252 mila veicoli, con un aumento di quasi il 14% sul 2025. La crescita delle sole automobili sfiora il 28%, mentre resta più debole il comparto dei veicoli commerciali. Anche sul fronte delle vendite il gruppo sta recuperando terreno: nei primi otto mesi del 2026 Stellantis ha immatricolato in Italia circa 341 mila vetture, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, conquistando una quota superiore al 30% del mercato. Complessivamente, le immatricolazioni italiane sono aumentate dell’8,5%, anche se rimangono ancora sensibilmente inferiori ai livelli precedenti alla pandemia.

Per Torino, tuttavia, la partita va ben oltre Mirafiori. Il Piemonte conserva la più importante concentrazione italiana della componentistica automotive, con circa 717 imprese, quasi 60 mila addetti e un fatturato vicino ai 20 miliardi di euro. È un patrimonio industriale enorme, ma sottoposto a una trasformazione profonda. Negli ultimi anni sono diminuiti fatturato, occupazione ed esportazioni del settore, mentre molte aziende rimangono fortemente dipendenti dalle commesse di Stellantis e dalla produzione di componenti legati alle motorizzazioni tradizionali.

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