Scuola, ripartenza in salita: aule-forno e stangata
Dentro le aule si soffoca per l’afa, fuori si rimane gelati di fronte alla cassa. Il rientro scolastico è una fonte di profonda ansia economica per i genitori
Dietro gli annunci sulla scuola del futuro, fatta di “carta, penna e intelligenza artificiale”, la realtà dell’anno che si apre nelle prossime ore si scontra con una dura realtà.
Una doppia emergenza
E’ assai più prosaica ma devastante per milioni di italiani. Un caldo subtropicale che rende le classi invivibili e un caro-vita che mette in ginocchio i bilanci delle famiglie.
La lettura di aule surriscaldate, istituti senza climatizzazione e scontrini da record racconta una ripartenza in salita. Il primo ostacolo del rientro in classe si chiama cambiamento climatico, declinato in un’ondata di calore che in questi primi giorni di settembre registra temperature eccezionalmente sopra la media.
Le agenzie di stampa hanno battuto l’allarme dei sindacati. La Flc Cgil ha rotto gli indugi chiedendo formalmente di posticipare l’avvio delle lezioni. Molti edifici sono infatti inadeguati ad affrontare queste emergenze.
Anche con classi di ridotta frequentazione, la mancanza di aerazione trasforma le aule in serre, in Sicilia il 95% senza climatizzatori.
L’Anief, sulla stessa linea, proponendo di slittare l’avvio delle lezioni a ottobre, allineando i giorni minimi di lezione -oggi 200 in Italia- alle medie europee più basse.
La replica del ministero
E’ fondata sullo stanziamento straordinario di 20 milioni per l’acquisto di apparecchi di raffrescamento nelle scuole. Per presidi e sindacati, un semplice “tampone”.
Ventilatori o condizionatori portatili non risolvono la vetustà strutturale del patrimonio edilizio scolastico nazionale. Un vero piano di efficientamento energetico richiederebbe tempi lunghi e fondi massicci degli enti locali, oggi in grave affanno finanziario.
Dentro le aule si soffoca per l’afa, fuori si rimane gelati di fronte alla cassa. Il rientro scolastico è una fonte di profonda ansia economica per i genitori.
Per Federconsumatori, il solo corredo scolastico (zaini, astucci, quaderni e cancelleria)costerà alle famiglie una media di 673,60 euro a studente. Una cifra enorme, a cui vanno aggiunti i costi di mensa, trasporti e attività integrative, che grava sulle spese obbligate, ormai per Confcommercio al 41,7% dei consumi complessivi delle famiglie.
A completare il quadro, la giungla dei libri di testo. Se l’Associazione Italiana Editori rileva aumenti di listino del 2,3% alle medie e dell’1,8% alle superiori, l’Unione Consumatori accusa la decisione ministeriale che ha innalzato dal 15% al 20% il tetto massimo di sforamento consentito alle scuole per l’acquisto dei testi della secondaria. Si traduce in un balzo aggiuntivo della spesa del 4,35% rispetto allo scorso anno. Unito all’inflazione programmata dell’1,5% porta il rincaro potenziale a sfiorare il 6%.
Senza contare lo stratagemma dei “libri consigliati”. Testi formalmente facoltativi ma di fatto indispensabili, che permettono alle scuole di sforare i tetti imposti, con aumenti che in alcuni licei superano il 50%. Il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari lancia un appello: “Non è normale che la scuola si trasformi in un incubo economico. Serve azzerare i costi dei libri per l’obbligo o, almeno, garantire la detrazione fiscale al 19%”. Tra aule bollenti e portafogli vuoti, la campanella di settembre suona come un richiamo alla realtà. Prima dell’intelligenza artificiale, occorre rimettere in sicurezza i soffitti, montare i condizionatori e garantire il diritto costituzionale allo studio senza costringere i genitori a chiedere un prestito in banca.
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