Il prezzo del petrolio sfiora i 100 dollari al barile. Verso nuovi aumenti della benzina?
La corsa senza freni del brent, i rincari già si vedono alla pompa
La corsa del petrolio non si ferma. E, ovviamente, il prezzo dei carburanti torna a essere messo sotto pressione. Il Brent si avvicina ormai alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile e subito in Italia benzina e diesel registrano nuovi rialzi. Con le tensioni in Medio Oriente che non accennano a diminuire, anzi, a tratti si acutizzano, il rischio è che gli automobilisti debbano fare i conti con ulteriori aumenti alla pompa. Il Brent ha superato i 99 dollari al barile, in crescita del 2,1% e ai massimi delle ultime sei settimane. Ancora più marcato il rialzo del Wti, salito del 3,2% a 94,44 dollari. Rincari che arrivano dopo una settimana nella quale le quotazioni del greggio erano già aumentate di quasi il 10%.
Già in aumento il prezzo dei carburanti
Gli effetti delle tensioni sui mercati energetici hanno già cominciato a farsi sentire sulla rete italiana. L’accelerazione è particolarmente evidente per il diesel, il cui prezzo è già stato ritoccato verso l’alto. Anche i dati del Mimit aggiornati all’8 settembre confermano l’aumento dei prezzi. La benzina self service è arrivata a 2,058 euro al litro, rispetto ai 2,054 euro del giorno precedente. Il diesel self ha invece raggiunto 2,169 euro al litro, contro i precedenti 2,165 euro. Incrementi ancora contenuti nell’arco di una singola giornata, ma che potrebbero diventare più significativi se la corsa del greggio dovesse proseguire.
Anche perché a spingere le quotazioni sono soprattutto i timori per un conflitto prolungato in Medio Oriente e per possibili interruzioni delle forniture energetiche. E la fine delle ostilità non sembra francamente purtroppo prossima ad arrivare. Stati Uniti e Iran hanno anzi intensificato gli attacchi nel fine settimana, con operazioni che hanno interessato navi e mezzi militari nell’area dello Stretto di Hormuz. Ad aumentare l’incertezza contribuisce anche l’annuncio iraniano di un accordo con l’Oman, ormai in fase di completamento, per la gestione del traffico marittimo attraverso lo Stretto. I mercati guardano inoltre alla possibile reazione di Washington dopo i recenti attacchi alle petroliere iraniane.
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Brent verso quota 100 dollari: cosa può succedere alla pompa
La domanda, a questo punto, riguarda direttamente gli automobilisti: benzina e diesel aumenteranno ancora? Quasi certamente sì. Molto però dipenderà dalla durata della fiammata del petrolio. Il superamento stabile dei 100 dollari del Brent potrebbe accentuare le pressioni sui listini, soprattutto se accompagnato da nuove tensioni nello Stretto di Hormuz o da problemi nelle forniture.
Sebbene non esista un automatismo immediato tra l’aumento del greggio e quello dei prezzi alla pompa, il conflitto in Medio Oriente ormai abituato ad aumenti quasi contestuali del costo dei carburanti in concomitanza con quelli del petrolio.
Il segnale che arriva dai distributori è infatti già chiaro: benzina e diesel hanno ripreso a salire. E con il Brent a un passo dai 100 dollari, potrebbero continuare a farlo.
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