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Cronaca

Abusi, sevizie e video sui social, il caso dell’undicenne che sconvolge il Cagliaritano

di Marzio Amoroso -


Un gruppo di cinque minorenni prende di mira un undicenne nel Cagliaritano. Secondo le ricostruzioni, i ragazzi picchiano, umiliano e abusano il bambino, mentre due coetanee filmano tutto con i telefoni cellulari. I video delle violenze finiscono poi sui social, trasformando l’aggressione fisica in una devastante esposizione pubblica.L’inchiesta è seguita dalla Procura per i Minorenni di Cagliari.

Le accuse ai cinque minorenni

I cinque ragazzi sono indagati a vario titolo per reati gravissimi. Le ipotesi comprendono violenza sessuale di gruppo, furto aggravato, atti persecutori, violenza privata e divulgazione illecita di video sessualmente espliciti. Il quadro delineato dagli inquirenti parla di condotte reiterate, non di un singolo episodio isolato. Le presunte violenze si sarebbero verificate tra giugno e settembre 2026, in un arco di tempo preciso.

La dinamica delle sevizie e dei video

Dalle prime ricostruzioni emerge una brutalità sistematica. L’undicenne sarebbe stato colpito con pugni e calci, costretto a posizioni di sottomissione e sottoposto ad abusi fisici e psicologici. Due ragazze avrebbero ripreso le scene con i cellulari, trasformando la sofferenza del bambino in materiale da condividere. I filmati sarebbero poi finiti sui social, amplificando la violenza e la umiliazione. La diffusione dei video rappresenta un ulteriore livello di aggressione, perché rende la vittima bersaglio di una esposizione incontrollata.

Come è partita l’indagine

L’indagine sarebbe scattata quando una persona ha visto uno dei video circolati online e ha riconosciuto l’undicenne. I genitori sono stati avvisati e hanno presentato denuncia. I Carabinieri della Compagnia di Cagliari hanno avviato accertamenti immediati. Sono stati eseguiti cinque decreti di perquisizione nelle abitazioni dei minorenni coinvolti. Gli investigatori avrebbero trovato riscontri sui dispositivi elettronici.

Il monitoraggio dei contenuti online

Gli inquirenti stanno monitorando la rete per bloccare ulteriori condivisioni dei filmatii. La diffusione di contenuti di questo tipo, anche da parte di adulti, costituisce un reato. La priorità è garantire la massima tutela della vittima, sul piano psicologico e giuridico.

La comunità chiede giustizia

La comunità è profondamente scossa dalla vicenda e attende gli sviluppi dell’inchiesta. La Procura per i Minorenni di Cagliari dovrà ora valutare ogni responsabilità, nel rispetto delle garanzie processuali e della tutela del bambino.

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