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Quando lo Stato abdica, la rabbia sociale prende il sopravvento e abbiamo Rozzano

di Alessandro Scipioni -

©LaPresse


​Dire tanto tuonò che piovve, rischia di sembrare un modo per giustificare l’inevitabile, ma la realtà è ben diversa e ben più profonda. Si tratta di una mera presa d’atto. L’immigrazione incontrollata genera insicurezza, e l’insicurezza, a sua volta, alimenta una pericolosa rabbia sociale. Su questo tema non bisogna girarci tanto intorno, perché ci troviamo di fronte a un problema politico oggettivo e gravissimo.

L’Italia ha urgente bisogno di adottare un complesso normativo in tema un molto rigido; dobbiamo tornare ad essere seri. Se si tollera l’illegalità, viene meno ogni forma di rispetto e di calma da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

Quando un imputato viene condotto davanti a un giudice e quest’ultimo si trova costretto a liberarlo a causa di leggi inadeguate che non consentono di trattenerlo, il cittadino perde del tutto la fiducia nella giustizia e matura la pericolosa spinta a farsi giustizia da solo.

​È evidente che in simili contesti si arrivi a degenerazioni e a comportamenti eccessivi, ma a stigmatizzarli non possono essere i soliti noti in giacca e cravatta che guadagnano ventimila euro al mese. La classe politica dimostra un’incapacità cronica di rispondere con rapidità e concretezza a un’esigenza di sicurezza che brucia nelle periferie, salvo poi ricordarsi di quei territori solo per raccogliere voti e tornaconti elettorali.

Non è certo mezzo punto di PIL in più o in meno a cambiare la sostanza delle cose. La verità è che se non si adotta una linea di estrema durezza nell’applicazione della legge, se non si cacciano i delinquenti e se si continua a sostenere chiunque a prescindere dal contributo che dà o intende dare alla società, non si fa alcuna integrazione, ma si alimentano soltanto i ghetti.

Permessi, espulsioni, asilo: la linea dura contro un altro caso Rozzano

Diventare italiani deve tornare a essere una cosa seria. È indispensabile selezionare chi serve ed espellere per sempre chiunque decida di entrare illegalmente nel nostro Paese. Soprattutto, bisogna smetterla con i labirinti della giustizia amministrativa e prendere esempio da un Paese serio come gli Stati Uniti. Entrare in Italia e ottenere un permesso di soggiorno deve essere considerata una gentile concessione e non un diritto acquisito.

Lasciando da parte i casi limite legati ai numeri contenuti di chi chiede realmente asilo, per chiunque altro decida di venire qui deve valere una regola ferrea: il permesso va revocato immediatamente in caso di comportamenti scorretti, o qualora vengano professate opinioni e idee palesemente incompatibili con la nostra civiltà, e tale provvedimento non deve essere appellabile. Anche le stesse richieste d’asilo devono essere gestite con celerità assoluta, decidendo in pochi giorni.

​Altrimenti, se si continua su questa strada, finiremo per avere un caso Rozzano in ogni singola città d’Italia. Nessun Paese al mondo può funzionare in questo modo. O lo Stato dimostra di essere energico, autorevole e capace di decidere, oppure la gente continuerà a cercare di farsi giustizia da sé, spalancando la porta a derive e degenerazioni ingovernabili.

Per difendere le persone perbene, sia italiane che legalmente in Italia, e riportare la legalità, occorre ripristinare una legge seria, forte e inflessibile, rimettendo con decisione lo Stato al centro delle periferie.

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