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Esteri

Sud Corea, uno squalo resta bloccato nel canale in città

Il disorientamento del grande predatore ha generato il caos in città. 600 mila turisti in pcohi giorni per vederlo.

di Marzio Amoroso -


Uno squalo ramato di quasi quattro metri è rimasto intrappolato all’interno di un canale urbano a Busan, in Sud Corea. Il predatore marino si trova nel corso d’acqua da ormai una settimana. La sua presenza ha generato un’imprevista e massiccia ondata turistica.

Una trappola d’acqua nel cuore di Busan

L’esemplare di Carcharhinus brachyurus ha risalito lo stretto passaggio fluviale attorno alla metà di settembre. Con il passare dei giorni, le fluttuazioni delle maree e la conformazione delle sponde gli hanno impedito di ritrovare la rotta verso l’oceano. L’animale riemerge in superficie a intervalli regolari di pochi minuti, attirando la curiosità di passanti e residenti.

La febbre dei visitatori e la risposta istituzionale

La notizia della presenza del predatore ha fatto il giro del web in pochissimo tempo. Oltre 600 mila visitatori si sono riversati lungo le banchine del parco cittadino per immortalare la scena. L’amministrazione comunale di Busan ha colto l’occasione per ribattezzare lo squalo con il soprannome Bukang-i. Le autorità lo hanno perfino nominato ambasciatore d’onore della zona marittima, trasformando l’emergenza in un fenomeno mediatico globale.

Operazioni di soccorso e tutela dell’animale

La Guardia Costiera locale e i biologi marini monitorano costantemente la situazione. Le autorità hanno tentato diverse manovre per guidare delicatamente l’esemplare verso il mare senza causargli traumi. I tentativi iniziali sono stati tuttavia rinviati a causa del forte stress ambientale. Le strette pareti del canale e il rumore della folla rappresentano un grave fattore di rischio per la sopravvivenza del maestoso predatore acquatico.

Quali sono le prospettive di salvataggio

Gli esperti stanno studiando nuove strategie per liberarlo. I biologi intendono provare nuovamente il pompaggio d’acqua o l’uso di barriere sonore non invasive. L’obiettivo primario resta il ritorno dell’animale nel suo habitat naturale. Nel frattempo, la città continua a gestire un flusso imponente di curiosi, mantenendo alto il livello di sorveglianza lungo tutto il perimetro della struttura fluviale.

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