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Esteri

Trump-Meloni, torna il sereno: “Il nostro rapporto è buono, mi è sempre piaciuta”

di Flavia Romani -


Dalle accuse reciproche sulla guerra in Iran alle parole sulla “fan” che avrebbe insistito per una foto insieme, fino al nuovo attestato di stima arrivato ieri. Donald Trump torna a parlare di Giorgia Meloni e, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, prova a mettere alle spalle i mesi di tensione con la premier italiana.

Trump torna a parlare (positivamente) di Meloni

“Il nostro rapporto è molto buono”, ha detto il presidente americano ai giornalisti prima di partire per l’Alabama. E alla domanda sui suoi precedenti attacchi alla presidente del Consiglio ha aggiunto: “Mi è sempre piaciuta”.

Un cambio di tono rispetto alla primavera e all’estate, quando il rapporto tra i due leader era stato attraversato da una serie di frizioni, soprattutto sulla guerra con l’Iran e sulla questione dello Stretto di Hormuz. La tensione era emersa anche al G7 di Evian, dove Trump e Meloni avevano avuto un incontro di chiarimento. In quell’occasione la premier aveva ribadito la necessità dell’unità dell’Occidente. Lo stesso Trump, in un momento più disteso, aveva scherzato con Meloni dicendo di essere stato “abbandonato” sulla questione iraniana.

La famosa intervista a La7

Pochi giorni dopo, però, il clima sarebbe nuovamente precipitato. Trump aveva raccontato in un’intervista a La7 che Meloni lo avrebbe “implorato” di fare una fotografia insieme durante il vertice. La premier aveva respinto con fermezza la ricostruzione, definendola “totalmente inventata” e affermando che “l’Italia non implora mai”. Trump aveva quindi rincarato la dose, sostenendo di non volere Meloni come fan perché l’Italia non aveva dato il sostegno necessario sulla questione di Hormuz.

Il riferimento era alla posizione italiana sulla guerra con l’Iran e, in particolare, all’impiego delle basi e al possibile ruolo degli alleati nella crisi dello Stretto di Hormuz. Trump aveva contestato a Roma una collaborazione ritenuta insufficiente. L’Italia, dal canto suo, aveva mantenuto una linea legata alle proprie decisioni nazionali e ai vincoli politici e istituzionali. Le dichiarazioni del presidente americano avevano provocato una forte reazione nel governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva annullato una visita negli Stati Uniti prevista in quei giorni, mentre il Quirinale aveva espresso solidarietà alla premier.

Il tycoon abbassa i toni

Ora il presidente americano sembra però voler abbassare i toni. E nello stesso intervento ha affrontato anche un’altra questione che coinvolge direttamente l’Europa: l’emergenza diesel. Trump ha elogiato i Paesi europei per aver accettato di mettere sul mercato una parte delle proprie riserve strategiche, definendo la risposta “eccezionale”.

Il tema è legato all’impennata dei prezzi dei carburanti provocata dalla crisi energetica e dalla guerra con l’Iran. Il G7 ha raggiunto un’intesa per liberare complessivamente circa 100 milioni di barili di petrolio e prodotti raffinati dalle riserve di emergenza, con una quota significativa di diesel destinata a essere immessa rapidamente sul mercato.

Proprio nei giorni scorsi Trump aveva ipotizzato un possibile blocco delle esportazioni americane di diesel per aumentare le disponibilità interne e contenere i prezzi negli Stati Uniti. Ora il presidente fa marcia indietro e assicura che un simile divieto non verrà imposto: “Non è mai stato realmente preso in considerazione”, ha detto.


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