L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Oggi nessuno più chiama l’amico esperto

di Adolfo Spezzaferro -


C’era una volta il parente o l’amico competente, che sapeva fare un po’ di tutto a gratis. Quello che, alla bisogna, si trasformava in idraulico, elettricista, meccanico, muratore e, nei casi più estremi, medico di famiglia. Bastava una telefonata: “Senti, tu che te ne intendi…”. E lui arrivava. Con la sua cassetta degli attrezzi, un paio di imprecazioni preventive e quella rassicurante diagnosi pronunciata dopo solo tre secondi di sopralluogo: “Tranquillo, è una cavolata”.

Oggi quella figura rischia l’estinzione. Non perché abbia perso le competenze, ma perché nessuno lo interpella più. Prima di chiamare lo zio elettricista o l’amico idraulico, si apre il telefono. E si consulta ChatGPT. Oppure si cerca un tutorial su YouTube, dove un ragazzo di venticinque anni, in un garage immacolato, spiega in sette minuti come rifare un impianto che noi non sapevamo nemmeno esistesse. È la grande rivoluzione del fai-da-te contemporaneo: non sappiamo fare una cosa, ma sappiamo perfettamente dove trovare qualcuno che ci spieghi come farla. E soprattutto siamo diventati allergici alla telefonata all’esperto.

Per risparmiare cinquanta/settanta euro di intervento, siamo disposti a trascorrere un pomeriggio intero davanti a un lavandino, circondati da guarnizioni, chiavi inglesi e pezzi misteriosi che, a lavoro finito, avanzano sempre. La cosa più sorprendente è la sensazione di sicurezza. Una volta, davanti a un tubo che perdeva, avevamo almeno l’umiltà di ammettere: “Non ne capisco niente”. Oggi, dopo aver visto tre tutorial e fatto dieci domande a ChatGPT, affrontiamo il sifone con la sicurezza di un idraulico con venticinque anni di contributi. “Ho capito dov’è il problema”. Affermazione improvvida che solitamente è il preambolo di un allagamento grave.

Anche il linguaggio è cambiato. Se qualcosa va storto, non è colpa nostra: “Il tutorial non era chiarissimo”. Forse il vero risparmio, alla fine, non è quello economico. È il risparmio di quella telefonata che un tempo ci faceva sentire dipendenti dagli altri. Abbiamo trasformato l’esperto in un video, il parente in un motore di ricerca e il buon senso nell’intelligenza artificiale.

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