Ex Ilva, rigettata la sospensiva: stop agli altiforni
La decisione dei magistrati, una doccia fredda per azienda e governo
La Corte d’Appello di Milano ha confermato il blocco agli altiforni dell’ex Ilva. Questa mattina è arrivata la decisione dei giudici su cui i magistrati si erano riservati nei giorni scorsi. Il ricordo dell’azienda e di Acciaierie d’Italia è stato rigettato. Nessuna sospensiva al provvedimento che impone il fermo dell’area a caldo. Nemmeno in attesa di quanto potrebbe decidere, da qui ai prossimi giorni, la Corte di Cassazione di fronte a cui pende l’ennesimo ricorso sulla sentenza. Per il governo, oltre che per i legali dell’azienda, la strada è in salita.
Confermato blocco altiforni ex Ilva
La decisione è netta. Il ricorso presentato dai legali della difesa è stato rigettato. Non c’è speranza di acquisire un po’ di tempo prima di iniziare la procedura di spegnimento dell’area a caldo di Taranto. Gli avvocati dei cittadini di Taranto che hanno ottenuto il rigetto della sospensiva festeggiano. “La salute delle persone vince ancora battendo un pregiudizio economico sempre più cedevole e pretestuoso”, ha detto all’Adn Kronos l’avvocato Ascanio Amenduni che difende gli interessi dell’associazione Genitori tarantini.
E ora che si fa?
Il no alla sospensiva in attesa della decisione della Corte di Cassazione condanna l’ex Ilva a spegnere gli altiforni. E a farlo subito, rispettando la tabella di marcia che prevedeva già a luglio il tempo limite di novanta giorni per adempiere alla sentenza, in primo grado, del Tribunale di Milano poi confermata in appello proprio dalla Corte di Appello. La pronuncia era attesa una settimana fa ma i giudici si erano riservati la decisione. Che è arrivata questa mattina come una doccia gelata sulle speranze (residue) di governo e azienda.
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