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Economia

Istat: sale il Pil dell’Italia (e pure la pressione fiscale)

I dati dei conti Istat sul secondo trimestre di quest'anno: le prospettive del Paese in vista della Manovra

di Paolo Diacono -


Sale il Pil: lo riferisce l’Istat secondo cui, però, contestualmente aumenta pure la pressione fiscale e scende il potere d’acquisto delle famiglie. Nel secondo trimestre di quest’anno, il prodotto interno lordo italiano è aumentato dello 0,2 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Se il confronto si fa sullo stesso periodo, aprile-giugno, ma dell’anno scorso, la crescita è da stimare in un intero punto percentuale. Ma non è tutto. Perché sotto il profilo del trend di crescita annuale, per ora, sembrano confermate le stime di settembre: il Pil dell’Italia, secondo l’Istat, aumenterà nel 2026 dello 0,8 per cento.

Istat: sale il Pil (e pure la pressione fiscale)

Ma non c’è solo il Pil nelle analisi pubblicate oggi dall’Istat. Ci sono anche i dati dei conti trimestrali da cui emerge un quadro in chiaroscuro. Da un lato, infatti, aumenta il reddito medio disponibile per le famiglie (+0,4%) e salgono ancora i consumi (+1,7%). Dall’altro, però, scende il potere d’acquisto delle famiglie dello 0,9 per cento. Aumenta, invece, la pressione fiscale che si attesta adesso al 43,5%. Allo stesso tempo, però scende l’indebitamento della pubblica amministrazione. Che è passato dal -2,1% al -2,0 per cento mentre il saldo primario delle Ap, e cioé l’indebitamento al netto degli interessi passivi è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,0% (2,2% nel secondo trimestre del 2025). Il saldo corrente delle pubbliche amministrazioni, hanno fatto sapere inoltre dall’Istat, è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 2,9% (3,3% nel secondo trimestre del 2025).

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