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Economia

Sprofondo rosso in Borsa, la crisi dei bond travolge anche Milano

di Cristiana Flaminio -


Sprofondo rosso in Borsa, Milano scende addirittura sotto i 50mila punti. È un guaio, grosso, quello che si sta verificando sui mercati finanziari. A Piazza Affari e nel resto d’Europa. I rendimenti dei titoli di Stato aumentano, eccome. Il petrolio e le sue quotazioni riprendono a volare e i mercati si deprimono. La speculazione già infuria sui bond. E per gli Stati, adesso, davvero c’è da agire. Possibilmente subito. E soprattutto bene. Non è una questione di indicatori, di differenziali impazziti. Sembrano più le avvisaglie di una vera e propria crisi del debito.

Sprofondo rosso, cosa succede ai bond

A Milano le perdite sono arrivate a toccare il 2,7 per cento. Il volume delle contrattazioni s’è depresso fino a scendere sotto i 50mila punti. Un disastro, o poco ci manca. Per fortuna, Piazza Affari ha ripreso a macinare e a limitare le perdite ma rimane in territorio ampiamente negativo. Tutta colpa di quanto sta avvenendo rispetto ai bond. E sta succedendo non (solo) in Italia ma in tutto il mondo occidentale. Il rendimento dei titoli di Stato, a cominciare dai Treasury americani, si sta impennando. Ciò vuol dire che il peso del debito, per chi li ha emessi, si fa ancora più gravoso. E può voler dire, inoltre, che titoli con rendimenti più bassi possono diventare carta straccia da un momento all’altro. Come accadde, qualche anno fa, con la crisi che portò alla fine delle banche regionali Usa.

Non fasciamoci già la testa

Prima di intonare il de profundis, però, c’è da considerare i numeri. I dati e i trend. Non è detta l’ultima parola. Almeno, non ancora. Lo spread tra Btp e Bund è salito fino a 117 punti base, con un aumento in termini percentuali che supera l’11 per cento. Il rendimento dei nostri titoli di Stato è balzato al 4,66 per cento sui mercati secondari. Così come quelli tedeschi sono saliti al 3,50 per cento. I titoli bancari, e non potrebbe essere diversamente, sono quelli che soffrono più di tutti. Unicredit arriva a cedere quasi il 4,5 per cento del valore delle sue azioni.

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