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Giustizia

Terremoto nelle elezioni per il CSM: la candidatura di Ferri spacca la magistratura

La candidatura di Cosimo Ferri al CSM scatena lo scontro politico nella magistratura: accuse di spartizione di seggi e spaccature tra le correnti

di Anna Tortora -

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La corsa per il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) si accende e rompe gli equilibri tradizionali. Al centro della bufera c’è la candidatura di Cosimo Ferri, figura chiave e divisiva della magistratura e della politica italiana, la cui decisione di correre al di fuori dei binari consolidati ha scatenato un vivace dibattito interno ed esteriore.

Particolarmente significativa è la mossa di Ferri, che ha scelto di sfidare apertamente le dinamiche classiche di correntismo correndo in autonomia, proprio contro la “sua” storica corrente, Magistratura Indipendente (MI). Una decisione che ha provocato reazioni a catena e un’ondata di polemiche all’interno del corpo giudiziario.

Lo scontro a Destra: “Insipienza politica” e alleanze strategiche

Le reazioni alla decisione di Ferri non si sono fatte attendere, evidenziando una profonda spaccatura soprattutto nell’area moderata della magistratura.
L’ex senatore e magistrato Luigi Bobbio ha espresso forte preoccupazione per la strategia elettorale adottata da Magistratura Indipendente, definendola una vera e propria “grave insipienza politica”:
“Registro che Magistratura indipendente sta impostando la sua campagna elettorale (questa espressione mi fa sempre accapponare la pelle!) per le elezioni del Csm contro Cosimo Ferri e i candidati a lui riferibili. Giudico questo atteggiamento una manifestazione di grave insipienza politica. Il nemico della magistratura moderata (al netto di un incurabile corporativismo che li affligge tutti) non è certamente Ferri e nemmeno i candidati indipendenti. Il nemico sono Area e Md e i ferriani possono solo essere validi e utili alleati per la stessa Mi. Al contrario Area e Md (la magistratura più sfacciatamente e dichiaratamente sinistra) non si attaccano mai l’un l’altro. Questa situazione rischia di portare alla vittoria elettorale della sinistra giudiziaria e Mi se ne sta assumendo la responsabilità. Spero che qualcuno cominci a usare la testa.”

Bobbio sottolinea come, a differenza dell’area di centrodestra, le correnti di sinistra come Area e Magistratura Democratica (MD) mantengano un fronte compatto senza attaccarsi a vicenda. Secondo la sua analisi, la frammentazione moderata rischia di spalancare le porte alla vittoria elettorale della “sinistra giudiziaria”, responsabilità che ricadrebbe interamente su MI.

La difesa di Ferri: “Far saltare i piani spartiti”

Se da un lato la dirigenza di MI attacca la scelta di Ferri, dall’altro non mancano le voci di sostegno all’interno dell’ordine giudiziario. Il giudice Natalia Ceccarelli legge la reazione negativa delle correnti tradizionali come la paura di veder intaccati i vecchi equilibri di potere:
“Tutti contro Ferri! Una ragione ci sarà … io la vedo nel fatto che si erano già spartiti i seggi e Cosimino fa saltare i piani condivisi. Forza Cosimo”

Un’affermazione diretta che punta il dito contro le presunte logiche di spartizione preventiva delle poltrone, trasformando la candidatura indipendente di Ferri in un elemento di rottura dei giochi di corrente.

Un voto decisivo per il futuro dell’autogoverno

La presenza di Cosimo Ferri alle prossime elezioni rappresenta un vero e proprio banco di prova per il CSM. La scelta di correre al di fuori dei binari tradizionali ha messo a nudo le fragilità e le contraddizioni del sistema correntizio, costringendo magistrati e osservatori politici a interrogarsi sulla futura geografia dell’organo di autogoverno della magistratura.
Sullo sfondo resta un interrogativo cruciale: prevarrà la logica del rafforzamento di corrente o l’elettorato giudiziario premierà la rottura degli schemi tradizionali?

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