L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Ambiente

Oltre il cemento: come la bioedilizia e i materiali intelligenti stanno ridisegnando le nostre cas

di Monica Marini -


L’industria delle costruzioni si trova di fronte a un bivio storico. Il settore dell’edilizia tradizionale — dominato per oltre un secolo da cemento armato, mattoni e acciaio — è responsabile di circa il 38% delle emissioni globali di CO2 e di una quantità enorme di rifiuti estrattivi e di cantiere. Oggi, però, una rivoluzione silenziosa sta trasformando il modo in cui immaginiamo e realizziamo gli edifici del futuro: si chiama costruzione sostenibile e ingegnerizzata. Dalle strutture in legno massiccio multilivello ai blocchi in canapa e calce, fino alla stampa 3D con terra cruda e geomateriali, l’architettura sta scoprendo che costruire bene significa prima di tutto rispettare l’ecosistema.

Le alternative al cantiere tradizionale non sono semplici riedizioni di tecniche antiche, ma il risultato di un’avanzata ingegnerizzazione dei materiali naturali: il legno strutturale ingegnerizzato (CLT / XLAM) offre pannelli a strati incrociati con una resistenza meccanica paragonabile al cemento armato e un’impronta carbonica negativa; il canapulo e calce (Hempcrete) è un biocomposito che regola umidità e temperatura senza bisogno di impianti invasivi; la prefabbricazione off-site e modulare permette di assemblare in cantiere moduli realizzati in fabbrica riducendo i tempi di lavoro del 50%; la stampa 3D con biomateriali sfrutta argilla e terra cruda locali per azzerare i trasporti di materia prima.

Edilizia tradizionale o sostenibile: il confronto su CO2, tempi e costi

Mettere a confronto i sistemi innovativi con quelli tradizionali evidenzia differenze sostanziali: sul piano dell’impronta carbonica, le nuove tecnologie sequestrano CO2 anziché emetterne grandi quantità come avviene nella produzione del clinker per il cemento; per l’efficienza energetica, le proprietà isolanti dei biomateriali superano la muratura standard senza richiedere complessi cappotti sintetici aggiuntivi; nei tempi di cantiere, il montaggio a secco prefabbricato dimezza i tempi rispetto alla lenta maturazione dei getti in calcestruzzo; per la resistenza sismica, le strutture in legno risultano più flessibili e leggere rispetto alla rigidità del cemento armato; sul fronte dei costi iniziali e della manodopera, tuttavia, l’edilizia tradizionale conserva ancora un vantaggio (+5-15% per l’innovativo) grazie a filiere consolidate e maestranze capillarmente diffuse. I principali vantaggi dei sistemi eco-compatibili risiedono nel benessere abitativo garantito dalla traspirabilità dei materiali naturali che prevengono le muffe, nell’abbattimento dei costi gestionali fino all’80% per il riscaldamento e il raffrescamento, e nella circolarità a fine vita dei componenti riciclabili.

Le sfide della costruzione sostenibile e il futuro dell’architettura

Di contro, le sfide attuali riguardano l’investimento iniziale leggermente più alto, la lentezza burocratica dei regolamenti locali non ancora aggiornati e la necessità di proteggere rigorosamente i materiali dall’umidità durante le fasi di montaggio in cantiere. Il passaggio dai materiali tradizionali alle tecnologie sostenibili non è più una scelta di nicchia, ma una necessità strutturale: se il cemento armato ha definito l’architettura del Novecento, il XXI secolo appartiene agli edifici capaci di integrarsi nei cicli biologici del pianeta, garantendo ambienti sani, efficienti e durevoli.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI AMBIENTE


Torna alle notizie in home