Luca Sbardella: “De Luca ha fatto una scelta di campo”
Dopo le inchieste: "In Sicilia evitare ruoli per chi non li merita"
Luca Sbardella
Due giorni fa a Montecitorio si è consumato un passaggio politico tutt’altro che formale: la costituzione ufficiale della componente “Sud chiama Nord” all’interno del Gruppo Misto della Camera.
La pattuglia di Sud chiama Nord
E’ guidata dall’onorevole Francesco Gallo ed è stata resa possibile grazie al determinante supporto e all’«aiutino» formale dei deputati Luca Sbardella e Manlio Messina. Con questo movimento strategico, il centrodestra gioca d’anticipo rispetto al centrosinistra e mette sul tavolo una fiche che potrebbe avere peso specifico notevole, come rilevava giorni fa un sondaggio di Lab21.
La scelta di campo caldeggiata da Cateno De Luca sancisce infatti l’alleanza del suo movimento con la maggioranza, considerata un perimetro politico più solido e affidabile. Un traino di voti e radicamento territoriale che, facendo perno sulla Sicilia, punta a fare da volano a livello nazionale per avvicinare e superare l’ambita soglia del 42%.
Per fare il punto sui risvolti di questo accordo e sulle prospettive dell’Isola tra radicamento e riorganizzazione politica, L’identità ha intervistato Luca Sbardella, deputato di Fratelli d’Italia e commissario del partito di Giorgia Meloni in Sicilia.
Allora, la componente sud chiama Nord?
La componente è fatta.
Quali riflessi può avere questo accordo sulla Sicilia dove è commissario FdI?
La nascita della componente alla Camera non ha particolari risvolti politici, se non altro il fatto che si sancisce che Sud chiama Nord si allea con il centrodestra, entra a far parte della maggioranza. Poi c’è l’aspetto tecnico sulle firme, ma Cateno De Luca ha fatto una scelta di campo. E’ stato corteggiato dal centrodestra e dal centrosinistra e ha scelto il centrodestra ritenendolo una coalizione più affidabile rispetto al centrosinistra.
Veniamo alla Sicilia. Può essere una leva di partenza per lo scenario nazionale cui concorre questo accordo?
Il nostro accordo nasce sul piano nazionale e adesso discuteremo anche dell’azione regionale dell’accordo.
E il suo lavoro per il partito nell’isola?
Ho trovato un partito in condizioni migliori di come veniva raccontato. Abbiamo tante risorse, capaci e forti, sul territorio. Il mio lavoro era unificare i due coordinamenti in cui era precedentemente organizzato il partito. Lo stiamo facendo, ci stiamo strutturando e organizzando. E stiamo radicando il partito sul territorio aprendo circoli e sedi in tutti i comuni della Sicilia. Ci stiamo preparando a una stagione elettorale importante che ci vedrà protagonisti.
Nell’Isola, una situazione fortemente accelerata dalle fibrillazioni giudiziarie…
Sicuramente non sono belle notizie. Aspettiamo le evoluzioni giudiziarie, perché abbiamo già visto delle inchieste poi molto ridimensionate rispetto al loro via. Non ci fa piacere leggere queste notizie e bisognerà sicuramente fare una riflessione seria per cercare di evitare di affidare ruoli a persone che non lo meritano.
Ritornando allo scenario nazionale, vi sentite più fiduciosi che la soglia del 42% possa essere raggiunta?
Sicuramente c’è un pezzettino in più che può aiutare per raggiungere la soglia.
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