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Politica

Le primarie fanno capolino in Forza Italia, poi Tajani si incarta

Nel volgere di un paio di giorni, l’ipotesi è stata prima tirata in ballo dalla Lega per l’individuazione del candidato sindaco a Milano, incassando la netta contrarietà di Forza Italia, per poi ripiombare tra il capo e il collo degli azzurri per bocca del loro stesso segretario

di Giuseppe Ariola -


A voler stilare una classifica delle parole del vocabolario politico più utilizzate degli ultimi mesi, ‘primarie’ vincerebbe a mani basse. Dallo psicodramma in cui ha gettato il campo largo, dove è tutt’altro che chiaro cosa accadrà, l’idea di una consultazione popolare di iscritti e simpatizzanti di partiti e coalizioni ha letteralmente investito anche il centrodestra. Nel volgere di un paio di giorni, l’ipotesi è stata prima tirata in ballo dalla Lega per l’individuazione del candidato sindaco a Milano, incassando la netta contrarietà di Forza Italia, per poi ripiombare tra il capo e il collo degli azzurri per bocca del loro stesso segretario. Questa volta, per quanto riguarda la competizione interna al partito.

Le parole di Tajani

Il leader sono io e quindi tocca a me dare la linea politica, è la sostanza del ragionamento snocciolato da Tajani durante una manifestazione a Milano. Poi il passaggio incriminato: “Se qualcuno non si riconosce nella linea politica ci sono i congressi e ci possono essere forme di partecipazione più ampia e democratica”. Per i fedelissimi del segretario è l’attesa replica alle bordate di Roberto Occhiuto, che da tempo chiede un cambio di passo del partito, al grido “o congresso o primarie”. La novità tiene banco per 48 ore e la suggestione prende piede. Poi qualcosa cambia. Cosa non si sa. Fatto sta che ieri, interpellato alla Camera sulla questione, Tajani smentisce nettamente l’ipotesi primarie. La notizia rimbalza in un lampo tra gli azzurri, che appaiono smarriti. Si inizia a sostenere tutto e il contrario, sia tra gli uomini del segretario, sia tra chi si oppone.

La reazione degli azzurri

“Noi il leader ce l’abbiamo”, commenta il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi. “Forme più ampie del congresso significa solo primarie”, insiste invece un altro deputato sempre vicino a Tajani. “Il problema è che nel centrodestra non piace l’idea di uno strumento considerato di sinistra”, sostiene un altro. Qualcuno parla di un dietrofront dovuto a un supposto intervento della famiglia Berlusconi, come sempre tirata in ballo, probabilmente molto spesso a sproposito, quando si registra agitazione nel partito. E non manca chi, forse con un pizzico di fatalismo, nell’interpretare il pensiero del segretario sulle primarie commenta: “Magari ci cascasse”. Insomma, tra ironia e necessità di mettere una toppa, nessuno ci capisce più nulla. L’unica certezza che accomuna un po’ tutti è che Tajani si sia incartato.


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