Il lavoro che uccide: operaio schiacciato dai tubi al porto di Cagliari, morto un 23enne a Chieti
Due morti sul lavoro tra Sardegna e Abruzzo. La strage silenziosa che continua a mietere vittime
Tragedia al porto industriale di Cagliari: un operaio è stato rinvenuto senza vita, il corpo sarebbe stato schiacciato da alcuni tubi di grosse dimensioni. Sul posto ci sono i carabinieri e gli specialisti dello Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, in seno all’Asl cagliaritana. Toccherà a loro ricostruire l’esatta dinamica di quanto è accaduto. E scoprire le ragioni dietro l’ennesima morte sul lavoro che l’Italia si ritrova a dover contemplare.
Operaio schiacciato dai tubi al porto di Cagliari
L’allarme a Cagliari è scattato quando un passante ha visto il corpo dell’operaio e ha chiamato il 118. Nonostante l’arrivo tempestivo dei medici e dei paramedici, per il lavoratore non c’è stato nulla da fare. Lo scalo è stato subito chiuso per consentire agli inquirenti di condurre tutti i rilievi del caso. Ogni attività è stata fermata, tutte le banchine sono bloccate. Dalle primissime ricostruzioni sarebbe emersa l’ipotesi di uno schiacciamento a seguito di un incidente durante le operazioni di carico, o scarico, che si stavano effettuando con l’ausilio di un muletto.
La tragedia in una cantina sociale a Chieti
A Chieti un’altra tragedia. Sempre questa mattina. Un ragazzo di 23 anni è morto a seguito di un incidente mentre era al lavoro nei capannoni della cantina sociale San Panfilo presso cui prestava servizio. Stava pulendo una vasca interna quando, per ragioni che restano al vaglio delle forze dell’ordine, s’è verificata la tragedia che gli è costata la vita. Sul posto i carabinieri della compagnia di Atessa. Spetterà ai militari fare piena luce attorno all’ennesima morte sul lavoro.
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