Nucleare, l’intervista a Franco Cotana (RSE): “Competenze e trasparenza per il futuro dell’energia”
L’Italia compie una svolta storica nel proprio percorso energetico. Con l’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, il nostro Paese riapre le porte all’energia atomica dopo quasi quarant’anni, puntando su sicurezza, indipendenza e neutralità climatica. Per capire cosa cambierà concretamente nei prossimi dodici mesi, quali saranno le sfide ingegneristiche per la rete elettrica e come verrà affrontato il delicato nodo del consenso sui territori, abbiamo intervistato il Professor Franco Cotana, Amministratore Delegato di RSE e tra i principali artefici tecnici dei lavori che hanno portato al testo di legge.
Professor Cotana, la legge sul nucleare sostenibile corona il lavoro tecnico di RSE con la Piattaforma Nazionale. Qual è il pilastro scientifico e tecnologico del testo di cui andate più orgogliosi e che rimette l’Italia al passo con la ricerca internazionale?
“Il pilastro è un approccio fondato su evidenze scientifiche, neutralità tecnologica e valutazione integrata del sistema energetico. La Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, co-coordinata da RSE, ha riunito competenze nazionali per definire un percorso verso tecnologie nucleari innovative e sostenibili, evidenziando i potenziali benefici della loro integrazione nel sistema elettrico”.
Approvata la legge sul nucleare, il Governo ha un anno per i decreti attuativi. Quali i primi nodi tecnici e di sicurezza da sciogliere e come la ricerca di RSE supporterà i tavoli dei ministeri in questa fase?
“La priorità è definire un quadro per sicurezza, autorizzazioni, localizzazione, gestione dei materiali, ciclo del combustibile e responsabilità istituzionali. Appena approvati i decreti attuativi, sarà necessaria l’istituzione della nuova Autority sul nucleare, che dovrà essere pronta a ricevere le richieste di autorizzazione dei reattori SMR a fissione, dei prototipi AMR di IV generazione e di quelli per la fusione. RSE contribuirà con scenari energetici e analisi tecnico-economiche per massimizzare i benefici delle decisioni pubbliche”.
La nuova legge punta sui piccoli reattori modulari. Quali sono le principali sfide economiche e ingegneristiche per far convivere la stabilità del nucleare con la variabilità delle rinnovabili sulla nostra rete elettrica?
“Gli SMR dovranno dimostrare competitività, standardizzazione, tempi di realizzazione certi e la capacità di integrarsi in un sistema elettrico con quote crescenti di eolico e solare. Potranno essere utilizzati per la produzione di energia elettrica, ma anche di calore e di idrogeno decarbonizzato. Il nucleare è complementare alle rinnovabili, offre generazione di energia programmabile e può contribuire a una maggiore stabilità della rete, riducendo la dipendenza da combustibili fossili importati”.
I nuovi reattori richiederanno enormi investimenti privati. In che modo gli studi economici e regolatori di RSE possono aiutare le aziende a ridurre i rischi finanziari e a stringere i primi accordi con lo Stato per finanziare i cantieri?
“Per mobilitare capitali servono regole stabili e strumenti contrattuali capaci di ridurre il rischio di investimento. RSE può supportare istituzioni e imprese con scenari di mercato, valutazioni costi-benefici e studi sugli impatti regolatori. I primi impianti a Darlington, in Canada, sono previsti nel 2029; in Italia si prevedono allacciati alla rete elettrica nel 2035. Se si riesce a fare una pianificazione adeguata, il costo può scendere rapidamente già dai primi esemplari”.
I primi impianti sono previsti per il 2033, ma mancano le competenze interne e difetta il consenso locale sui siti: qual è il piano d’azione per formare i tecnici necessari e come può RSE fornire dati così neutrali da rassicurare i territori, basando il consenso sui fatti e non sulle paure?
“La filiera della formazione universitaria e tecnica in Italia non si è mai fermata. Occorre avviare un programma nazionale di potenziamento con università, enti di ricerca e industria. Sul territorio, il consenso si costruisce con trasparenza, ascolto e accesso a dati verificabili. RSE può e vuole offrire valutazioni indipendenti su sicurezza, benefici, costi e impatti ambientali, rendendo comprensibili ipotesi e risultati al pubblico”.
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