Verona, studenti incendiano cassonetti per protesta contro le punizioni a scuola
Un gruppo di ragazzi, organizzati via chat, si sono trovati prima dell'orario scolastico per "un'azione dimostrativa"
@ANSAfoto
Cinque cassonetti dei rifiuti e un monopattino incendiati prima dell’inizio delle lezioni: è accaduto stamattina a Verona, dove un gruppo di studenti dell’Istituto statale Giorgi avrebbe organizzato un’azione dimostrativa contro i provvedimenti disciplinari decisi dalla dirigenza scolastica dopo alcuni episodi di rissa avvenuti nelle classi.
Protesta degli studenti a Verona: cosa è successo
Secondo quanto ricostruito, non si sarebbe trattato di una bravata estemporanea, ma di una protesta organizzata attraverso una chat prima dell’inizio delle lezioni. Gli studenti si sarebbero mobilitati per contestare le misure punitive adottate dalla scuola in seguito ai precedenti episodi di violenza avvenuti in classe. Secondo quanto ricostruito si tratterebbe di alcune risse che si erano verificate a scuola.
Durante l’azione sarebbero stati lanciati anche alcuni petardi, prima che venissero appiccati gli incendi ai contenitori dei rifiuti e al monopattino parcheggiato nelle vicinanze.
L’intervento dei vigili del fuoco e della polizia
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, chiamati a spegnere le fiamme, e le Volanti della Polizia di Stato per gli accertamenti e la gestione della situazione.
Le indagini sono state affidate alla Digos della Questura di Verona, che dovrà ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare i responsabili. Gli investigatori potranno approfondire anche le modalità con cui sarebbe stata organizzata la protesta, a partire dalla chat utilizzata dagli studenti per coordinarsi prima dell’inizio delle lezioni. Al momento non sono stati resi noti dettagli su eventuali denunce o provvedimenti nei confronti dei giovani coinvolti.
La protesta dopo gli episodi di rissa
All’origine dell’accaduto ci sarebbero alcuni episodi di rissa verificatisi nelle classi dell’istituto, ai quali la dirigenza avrebbe risposto con provvedimenti disciplinari. La protesta sarebbe quindi maturata proprio in reazione alle sanzioni decise dalla scuola. Resta da chiarire il numero esatto degli studenti coinvolti nell’azione e quale sia stato il ruolo di ciascuno. Gli accertamenti della Digos dovranno stabilire le singole responsabilità e verificare come si siano svolti i fatti.
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