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Politica

Intervista con Ugo Cappellacci (FI)

“Meno tasse sulle imprese. Risposte su sanità e occupazione”

di Anna Tortora -


“Da commercialista conosco bene il peso delle tasse e quello, meno visibile ma altrettanto pesante, della burocrazia. Le priorità sono estendere fino a 60mila euro lo scaglione Irpef al 33%, alleggerire le tasse sulle tredicesime e premiare chi produce, investe e assume. Bisogna lasciare più risorse nelle tasche delle famiglie e nelle aziende, con interventi sostenibili e duraturi”. Così Ugo Cappellacci (FI), presidente della commissione Affari sociali della Camera, già governatore della Sardegna, che aggiunge: “Poi c’è una tassa che non compare in dichiarazione: il tempo perso tra autorizzazioni, adempimenti e richieste ripetute degli stessi documenti. Servono scadenze certe per le risposte della Pa, procedure semplici e uffici che dialoghino tra loro. Un imprenditore deve poter dedicare le proprie energie a far crescere l’attività. La fiducia a chi fa impresa si dimostra mettendolo nelle condizioni di lavorare”.

Con lo Stabilicum si garantiscono governi certi e il ritorno delle preferenze.

“Stabilità e partecipazione devono camminare insieme. L’Italia ha bisogno di governi capaci di programmare e realizzare gli impegni assunti, e i cittadini devono poter incidere sulla scelta dei propri rappresentanti. Il valore della riforma sta proprio nel tenere insieme queste esigenze: rafforzare la governabilità e ricostruire un rapporto diretto tra elettori, parlamentari e territori”.

Sul fronte sanità, in che modo il ricorso al privato convenzionato può essere la chiave per abbattere le liste d’attesa e garantire cure tempestive ai cittadini?

“Il privato accreditato e contrattualizzato può dare un contributo decisivo, dentro una programmazione pubblica che stabilisca bisogni, regole e controlli. Le disponibilità devono confluire in un unico sistema di prenotazione, così da offrire al cittadino una prestazione nei tempi appropriati, a carico del Servizio sanitario nazionale e con il solo ticket quando dovuto. Occorre acquistare le prestazioni che servono davvero ad abbattere le attese, verificarne qualità e appropriatezza e misurare i risultati. Al contempo, dobbiamo rafforzare le strutture pubbliche e valorizzare i professionisti. Difendere la sanità universale significa garantire cure tempestive anche a chi non può permettersi di pagare. Ogni scelta organizzativa deve essere giudicata su questo risultato: quanti cittadini riusciamo a curare bene e in tempo”.

Mentre le opposizioni rilanciano ricette assistenziali, come si stimola l’occupazione reale per trattenere i giovani e valorizzare il merito?

“L’occupazione duratura nasce da imprese che investono, crescono e trovano le competenze di cui hanno bisogno. Per questo dobbiamo ridurre il peso fiscale sul lavoro, sostenere le assunzioni stabili e rendere più semplice l’accesso al credito per chi vuole avviare un’attività. Per i più giovani si dovrebbe iniziare a ragionare anche su una no-tax area che consenta loro di avere una prospettiva concreta in Italia e non dover andare all’estero. Occorre anche collegare meglio formazione e lavoro: rafforzare gli ITS, l’apprendistato di qualità e la collaborazione tra università, ricerca e imprese. Il merito diventa credibile quando un giovane può affermarsi grazie alle proprie capacità, anche senza conoscenze o una famiglia benestante alle spalle”.

L’insularità è in Costituzione, ma i trasporti da e per la Sardegna restano un’emergenza.

“Per un sardo prendere un aereo o una nave significa poter lavorare, studiare, curarsi. La continuità territoriale è la condizione per esercitare diritti che devono essere uguali per tutti. Gli stessi trattati europei riconoscono gli svantaggi delle isole e la necessità di tutelare la coesione territoriale: dobbiamo far valere quei principi fino in fondo. Servono tariffe accessibili, posti sufficienti, frequenze adeguate tutto l’anno e obblighi rigorosi per i vettori. La Regione deve portare un progetto credibile, coinvolgere il Governo e costruire alleanze con le altre realtà insulari”.

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