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Missione Marte, il Giappone tenta l’impresa mai riuscita

Lanciata la sonda Mmx della Jaxa. Obiettivo: raggiungere Phobos, raccogliere campioni e riportarli sulla Terra nel 2031

di Enzo Ricci -


Il Giappone ha lanciato con successo la missione Mars Moons Exploration (Mmx), destinata a raggiungere Phobos, la principale luna di Marte, raccoglierne campioni e riportarli sulla Terra nel 2031. La sonda è partita dal centro spaziale di Tanegashima a bordo di un razzo H-3, segnando un nuovo passo avanti nelle ambizioni spaziali di Tokyo.

Un viaggio di cinque anni

La missione, guidata dall’agenzia spaziale giapponese Jaxa con la collaborazione della Nasa e delle agenzie spaziali europee, impiegherà circa un anno per raggiungere Marte. Dopo una lunga fase di osservazioni e operazioni scientifiche attorno a Phobos, la capsula con i campioni dovrebbe rientrare sulla Terra nel 2031, con atterraggio previsto in Australia.

Il mistero di Phobos

L’obiettivo scientifico è chiarire l’origine di Phobos, un corpo celeste di 27 chilometri di diametro. Gli studiosi cercano di capire se si tratti di un asteroide catturato dalla gravità marziana o dei resti di un antico impatto avvenuto sul Pianeta Rosso. I campioni potrebbero fornire risposte decisive sull’evoluzione di Marte e del sistema solare.

Un test per il futuro

Per la prima ministra Sanae Takaichi, la missione rappresenta anche un investimento strategico. Oltre al valore scientifico, Mmx punta a sviluppare tecnologie cruciali per future missioni di andata e ritorno verso Marte. Dopo il successo delle missioni Hayabusa sugli asteroidi, il Giappone tenta ora un’impresa mai riuscita, quella di riportare sulla Terra materiale proveniente da una luna marziana.

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