Violenze a Milano, Sala: “Non è solo tema di repressione”
Non può essere solo “un tema di repressione”, almeno per il sindaco di Milano Beppe Sala è così.
Non può essere solo “un tema di repressione”, almeno per il sindaco di Milano Beppe Sala è così. Dopo le violenze, e in attesa del consiglio dei ministri, il primo cittadino meneghino (che nel fine settimana aveva avuto uno scontro alquanto acceso col ministro degli Interni Matteo Piantedosi) è tornato a parlare degli scontri e delle violenze del fine settimana. E lo ha fatto a margine delle celebrazioni per l’82esimo anniversario della strage di Gorla, quando 184 bambini della scuola elementare furono uccisi dalle bombe sganciate dagli angloamericani su Milano.
Sala: “Non è solo tema di repressione”
Le parole del sindaco di Milano Beppe Sala riaprono il dibattito sulle violenze. “Non ritengo – ha affermato il primo cittadino – che possa essere solo un tema di repressione”. Quindi è tornato sul dissing col Viminale: “Domani abbiamo il nostro solito comitato per l’ordine e la sicurezza. Il prefetto mi ha detto che dovrebbe venire anche il ministro Piantedosi. Nelle giornate del weekend abbiamo visto i negozi abbandonati in sostanza. Io ho fatto un giro ieri: al di là dei danni materiali la cosa che più mi ha impressionato è stata la paura dei ragazzi che c’erano là dentro”.
L’analisi del sindaco di Milano
“Da Decathlon ci sono 50-60 ragazzi tutti giovani, è chiaro che non dobbiamo metterli in condizione di subire queste violenze”, ha spiegato Sala. Che ha ribadito: “Al netto di ciò mi preoccupa il fatto che questa situazione, che nasce anche da un malessere che tutti noi non possiamo non vedere, la si sposti solo sulle violenze e sulla repressione delle violenze. Bisogna che la politica con saggezza affronti anche le cause e le origini, senza buonismi, senza indulgenze, però con spirito critico, prima di tutto rispetto al nostro lavoro. Dobbiamo fare di più”.
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