Najmeh condannata a morte, blitz di Gasparri all’ambasciata Iran
L'obiettivo dichiarato è "rompere le troppe bocche chiuse e far sentire una voce di fermo dissenso sul piano internazionale"
Maurizio Gasparri
Caso Najmeh Amini: dopo la condanna a morte per il post sui social il blitz dei giovani azzurri con Gasparri all’ambasciata iraniana.
Un post pubblicato in rete e una condanna a morte senza appello
È la drammatica sorte toccata a Najmeh Amini, finita nel mirino del regime di Teheran con la sola accusa di aver condiviso un contenuto sui social. Un caso simbolo che fa esplodere la protesta politica contro quello che viene definito un silenzio complice e diffuso.
La protesta di Forza Italia
Ad alzare il tiro il senatore Maurizio Gasparri, presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato della Repubblica. L’esponente di Forza Italia definisce la sentenza un sopruso inaccettabile e un’onta per il mondo intero, bollando l’esecutivo di Teheran come un regime barbarico e oscurantista.
E collega direttamente la repressione interna delle libertà civili alla destabilizzazione del Medio Oriente. Poi accusa il regime di aggredire le popolazioni della regione attraverso la rete di gruppi armati vicari come Houthi, Hezbollah e Hamas.
Cosa accadrà
La condanna verbale si trasforma in mobilitazione di piazza. Domani, alle ore 12:00, Gasparri e i militanti di Forza Italia Giovani daranno vita a un presidio di protesta proprio davanti all’ambasciata dell’Iran a Roma.
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è “rompere le troppe bocche chiuse e far sentire una voce di fermo dissenso sul piano internazionale”. Un’azione di piazza pensata per portare piena e aperta solidarietà a Najmeh Amini.
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