Gattuso chiede grinta ai suoi in attesa del match con la Juve
"Ho rivisto la partita contro il Monza, il problema è che ogni tanto ci addormentiamo"
Gattuso prima di Juventus-Lazio: “Sulla carta sono più forti, ma voglio coraggio e niente paura”.
Parla Gattuso
Alla vigilia della sfida di Serie A contro la Juventus, il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha tracciato la rotta chiedendo ai suoi un atteggiamento intraprendente.
“Juve? A me interessa il coraggio, mi interessa andare lì a fare una partita di mentalità senza paura”. Il mister biancoceleste ha poi argomentato le prospettive della gara.
“Sono più forti di noi sulla carta, però voglio vedere una squadra che va a Torino e se la gioca, poi si vedrà. Noi abbiamo un percorso, che è quello di migliorare partita dopo partita. Stiamo facendo cose buone, ma dobbiamo migliorare in tanti aspetti e voglio vedere questo”.
L’analisi sulla tenuta della squadra e il peso dei 5 cambi
Nel fare il punto sullo stato di forma e i limiti emersi nelle ultime uscite, il tecnico è entrato nei dettagli tattici.
“Ho rivisto la partita contro il Monza, il problema è che ogni tanto ci addormentiamo, non andiamo sulle preventive, è un aspetto da migliorare. Io dico sempre che il calcio moderno è cambiato. Quando io ho cominciato ai Rangers, nel ’97, si portavano solo tre giocatori in panchina, oggi ci sono cinque cambi e ti fanno vincere le partite. I giocatori si devono far trovare pronti perché possono incidere sempre”.
La replica alle critiche
“In questi anni non sono stati onesti con me”. Gattuso si è pure soffermato sul proprio percorso professionale e sulle valutazioni ricevute durante la carriera da allenatore.
“Se avessi ascoltato tutte le persone che mi hanno giudicato da giocatore avrei fatto un quarto della carriera che ho fatto. Io non posso piacere a tutti, però l’importante è essere onesti e secondo me in questi anni con me non lo sono stati. Non è per fare il piangina, è un dato di fatto. Se poi uno viene giudicato per le vittorie, alla fine vince uno solo. Bisogna guardare invece il lavoro… Io sono migliorato in questi 12 anni, ma c’è sempre da imparare”.
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