Tra Btp, riforme e analisi Ocse: perché scommettere sull’Italia
I report Ocse presentati al Cnel, la credibilità dimostrata dal primo giorno della nuova campagna Btp: già piazzati 3,6 miliardi
Scommettere sull’Italia. Per l’Ocse, in fondo, si può. E questo nonostante i tanti problemi che affliggono il nostro Paese. E che, purtroppo, conosciamo benissimo. Solo che nel bouquet delle disgrazie a cui c’eravamo abituati, dal debito pubblico troppo alto alla produttività che rimane troppo bassa, si sono aggiunti tre nuovi fiori neri. I dazi, innanzitutto. Quelli americani e quelli cinesi. Poi l’energia, che costa sempre di più e in Italia più di ogni altro Stato in Europa. E infine l’invecchiamento della popolazione a fronte di un inverno demografico che sembra ormai inarrestabile.
Scommettere sull’Italia?
Una soluzione, per l’Ocse, c’è. Ed è stata presentata ieri al Cnel insieme a due report firmati proprio dall’organizzazione per la cooperazione economica. Basta fare le (solite) riforme. Puntare, detta in maniera un po’ più dettagliata, su istituzioni, competenze, cuneo fiscale, regolazione e ricerca. Che potrebbero contribuire ad alzare il livello del Pil del 3,9% in dieci anni e dell’11,9% in venticinque. L’Ocse, però, riconosce l’impegno del governo. E offre una mano tesa a Giorgetti quando fa notare che coi conti pubblici “più ordinati” l’Italia acquisisce maggiore credibilità sui mercati.
Le riforme da fare
L’ Ocse ha sottolineato come il deficit sia sceso dal 7,2% del Pil nel 2023 al 3,1% nel 2025. Non sarà abbastanza per gli ineludibili paletti Ue ma si tratta di un miglioramento che, insieme al saldo primario tornato in avanzo nel 2024, ha indotto le agenzie a migliorare il giudizio sul debito sovrano, con benefici sui costi di finanziamento di enti territoriali e imprese. Difatti, oggi in piena crisi dei bond, lo spread italiano è attorno ai 110 punti base. Roba che, solo qualche anno fa, sarebbe stata a dir poco impensabile. A questi dati, poi, si aggiungono quelli del Mef.
E i Btp già sbancano sui mercati
Sui Btp, la cui collocazione è ricominciata ieri. A metà giornata il doppio collocamento Btp-Valore e Bpt Valore-insieme ha già superato i tre miliardi di euro. La versione tradizionale del titolo, che offre cedole trimestrali ha raccolto oltre 2,2 miliardi di euro con 68.211 contratti. Il cugino Btp Valore insieme, a cedola unica, ha raggiunto i 788 milioni, con 29mila contratti. Il meccanismo tra i due titoli, hanno fatto sapere dal Mef, cambia in base alle cedole: quello tradizionale prevede il solito ’step-up’ a tassi crescenti, ovvero 3,70% per il primo e secondo anno; 4,10% per il terzo e quarto anno; 4,70% per il quinto anno. La versione ’Insieme’ del titolo invece ha unica cedola alla scadenza con un tasso minimo garantito del 22,25% da corrispondere alla fine dei 5 anni, più il rimborso del capitale investito. Si può scommettere sull’Italia. Come fanno i mercati.
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