La manovra di Tajani: “Sì al contributo ma extraprofitti non esistono”
L'ipotesi di un "energy release" per le pmi, il vicepremier: "Coinvolgere le banche, no ad approccio punitivo"
La manovra di Tajani: energy release per le piccole e medie imprese e un contributo da banche e assicurazioni che, però, non tasserà i profitti. Ciò perché, come ribadisce il vicepremier azzurro, “gli extraprofitti non esistono”. Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia ha parlato a margine dell’evento Welfare a Roma organizzato da Unipol e The European House Ambrosetti. E ha tratteggiato alcune delle linee guida in vista della manovra a cui sta lavorando il governo. Le priorità rimangono legate alla tenuta del sistema economico e produttivo, schiacciato dalla crisi energetica e dalle bollette.
La manovra di Tajani: energia e contributi
Tajani, a proposito di manovra, parte dalla questione dei contributi. “Bisogna trovare un modo per far sì che ci sia un contributo in un momento particolare ma con una visione non punitiva del sistema bancario, assicurativo e imprenditoriale”. E quindi aggiunge che si sta lavorando per coinvolgere “tutto il mondo finanziario, quindi non soltanto banche e assicurazioni. Io credo che debbano essere coinvolte anche Cassa Depositi e Prestiti e altre realtà”. Ma senza mettere tutti nello stesso calderone. “Bisognerà – ha specificato il leader Fi – tenere conto in modo particolare della specificità delle banche di prossimità, delle banche di credito cooperativo e delle banche popolari che non possono non essere tutelate perché sono quelle che erogano prestiti ai piccoli imprenditori e alle famiglie, quindi io insisterò affinché e credo di trovare ascolto anche nelle altre forze di governo sul ruolo che rivestono Bcc e Popolari”.
Il tema dell’energia
Un altro punto focale della manovra, secondo Tajani, riguarderà l’energia. Ha menzionato, di fatti, una sorta di “energy release destinato al maggior numero possibile di pmi”. Chiaramente, le risorse – pari a cinque miliardi e che dovrebbero arrivare anche se non soprattutto dal contributo del mondo finanziario – serviranno a sostenere giovani, ceto medio. E pure anziani, famiglie numerose e la sanità.
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