Militari a Milano, il SIAP dice no ai poteri di polizia giudiziaria
Militari a Milano, la posizione del SIAP
Il SIAP respinge l’impiego dei militari a Milano nella gestione dell’ordine pubblico. A dirlo è il segretario generale Giuseppe Tiani, dopo avere consultato la segretaria nazionale del sindacato. La presa di posizione arriva mentre il governo valuta l’invio di altri 500 militari con funzioni di polizia giudiziaria per tre mesi, in un decreto atteso oggi in un Consiglio dei ministri straordinario. Tiani parte dagli scontri. Parla di “guerriglia urbana” e avverte che “minimizzarla significa confondere la violenza dal dissenso”. Sul ruolo dei militari, però, il sindacato non arretra. “Non condividiamo l’impiego dei militari nell’ordine pubblico”, dichiara, e respinge anche l’ipotesi di attribuire loro funzioni di polizia giudiziaria. Il motivo riguarda la natura di questi poteri. Gli strumenti che incidono sulle libertà fondamentali dei cittadini, infatti, richiedono “formazione specifica esperienza e organizzazione degli uffici”.
Legge 121, i dubbi sui militari a Milano
Per Tiani la questione è anzitutto istituzionale. Le attribuzioni di prefetti e questori, disciplinate dalla legge 121 del 1981, devono restare ancorate, “fermamente e chiaramente”, alle autorità civili di pubblica sicurezza e ben distinte dai compiti affidati ai militari. Trasferire i poteri delle autorità di pubblica sicurezza alle forze armate sarebbe “gravissimo”. Il governo, sostiene il segretario generale, si assumerebbe la responsabilità di “una torsione autoritaria e securitaria del nostro sistema democratico di gestione dell’ordine e sicurezza pubblica”. Il tema, quindi, va oltre l’invio dei militari a Milano e riguarda l’equilibrio tra autorità civili e forze armate. Tiani sospetta inoltre un condizionamento politico. “Abbiamo l’impressione che questo indirizzo sia condizionato dalle affermazioni e dalla campagna dell’estrema destra sul delicato tema”, afferma. Se fosse così, il SIAP si opporrà “con tutti i mezzi consentiti dalla legge”.
Prima dei militari a Milano, i fondi per la polizia
Il sindacato chiede poi al governo di intervenire sulle risorse. “Prima di finanziare ulteriormente l’impiego dei militari il governo trovi i 117 milioni di euro”, dichiara Tiani. La somma serve a pagare gli straordinari svolti dai poliziotti nel 2025 e ancora non saldati. Il problema resta aperto nonostante i risparmi degli ultimi tre anni sullo straordinario ordinario, dovuti alle carenze di organico. Il segretario generale chiede anche di stanziare i 25 milioni necessari per gli alloggi dei poliziotti in mobilità e in missione, tuttora privi di finanziamento. La linea del sindacato, dunque, è chiara: prima gli agenti già in servizio, poi eventuali nuovi impieghi dei militari a Milano. Il confronto si sposta ora sul testo definitivo del decreto e sui poteri che saranno realmente attribuiti ai militari.
LEGGI TUTTE LE NEWS DI SICUREZZA
Torna alle notizie in home