Sanità privata, dalla singola prestazione alla cura su misura: il valore della multidisciplinarità
L’approccio con più professionisti va a ridisegnare il rapporto tra paziente e specialisti
Le strutture sanitarie evolvono verso modelli integrati, nei quali il confronto tra specialisti diventa percorso clinico. A Pisa, l’esperienza dell’Istituto Dermacademy.
La sanità privata italiana sta attraversando una trasformazione che riguarda il suo stesso modello di assistenza. Accanto ai centri dedicati a singole specialità, si sviluppano strutture capaci di integrare competenze differenti e accompagnare il paziente attraverso percorsi clinici personalizzati. Un’evoluzione che risponde a una domanda di salute sempre più complessa, nella quale diagnosi, prevenzione, terapia e monitoraggio richiedono una visione d’insieme.
I dati
Secondo l’Istat, nel 2024 il 23,9% delle persone ha sostenuto interamente il costo dell’ultima prestazione specialistica, contro il 19,9% del 2023. Parallelamente, il rapporto OCSE-Commissione europea Health at a Glance: Europe 2024 rileva che il 44% degli over 65 europei convive con almeno due patologie croniche. Dati differenti, che richiamano due esigenze: accessibilità alle prestazioni e coordinamento delle cure.
È proprio quest’ultimo aspetto a segnare il passaggio dalla semplice compresenza di specialisti a un modello assistenziale integrato.
L’evoluzione dell’Istituto Dermacademy di Pisa
A Pisa, l’Istituto Dermacademy rappresenta un esempio di questa evoluzione. Nato da una consolidata esperienza dermatologica e con una particolare competenza nella cura della vitiligine, ha progressivamente ampliato la propria attività, integrando dermatologia clinica, medicina estetica, chirurgia plastica, nutrizione e consulenze ginecologiche e ostetriche.
Una valutazione più completa del quadro clinico
L’obiettivo è costruire percorsi nei quali le diverse discipline contribuiscano, quando necessario, a una valutazione più completa. La salute cutanea, ad esempio, può essere influenzata da fattori ormonali, metabolici e nutrizionali, che richiedono approfondimenti ulteriori rispetto alla sola osservazione dermatologica.
«Il confronto tra specialisti permette di considerare aspetti del quadro clinico che una valutazione limitata a una sola disciplina potrebbe non approfondire. La multidisciplinarità ha valore quando contribuisce a orientare diagnosi e decisioni terapeutiche», spiega il Dottor Fabrizio Lombardo.
La collaborazione diventa così uno strumento di appropriatezza clinica, nel quale ogni competenza interviene sulla base delle effettive necessità del paziente.
La cura ad personam assume in questo contesto un significato preciso. Personalizzare significa considerare storia clinica, fattori di rischio, caratteristiche individuali e risposta ai trattamenti, costruendo un percorso che possa essere rivalutato nel tempo.
L’esperienza maturata da Dermacademy nella gestione della vitiligine esprime questa impostazione. Si tratta di una patologia autoimmune cronica che richiede valutazioni specialistiche, monitoraggio dell’attività della malattia e strategie terapeutiche definite sul singolo quadro clinico.
La dottoressa Chiara Scacciati sulla nutrizione
«Anche la valutazione nutrizionale, quando indicata, può contribuire a una conoscenza più completa del paziente. Analizzare abitudini alimentari, stato nutrizionale ed eventuali alterazioni metaboliche permette di individuare bisogni specifici e definire interventi personalizzati», osserva la dottoressa Chiara Scacciati.
Il futuro delle strutture specialistiche si misura anche nella capacità di trasformare questa collaborazione in continuità assistenziale. Perché il vero elemento distintivo di un polo multidisciplinare sta nella qualità delle relazioni cliniche che riesce a costruire intorno al paziente.
È nel passaggio dalla somma delle specializzazioni alla condivisione del metodo che prende forma una medicina sempre più centrata sulla persona.
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