Ebola, giallo sulla paziente numero 1 in Nigeria
A rendere complessa la ricostruzione epidemiologica è l'itinerario della donna, cittadina ugandese residente ad Abuja con il marito, un diplomatico svizzero
Nel reparto di isolamento di una clinica della capitale nigeriana, le condizioni della paziente quarantenne ricoverata per Ebola mostrano segnali di graduale miglioramento.
L’Ebola in Nigeria
Si tratta del primo caso confermato nel Paese dopo oltre un decennio. Una diagnosi legata al ceppo Bundibugyo, la stessa variante virale che da maggio attraversa le province orientali della Repubblica Democratica del Congo. Qui ha provocato migliaia di vittime e per essa non esistono vaccini o antivirali approvati.
A rendere complessa la ricostruzione epidemiologica è l’itinerario della donna, cittadina ugandese residente ad Abuja con il marito, un diplomatico svizzero.
Secondo i riscontri forniti dai Centri africani per il controllo delle malattie e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la paziente non ha mai visitato il Congo.
Aveva trascorso due settimane in Uganda, Paese che le autorità sanitarie internazionali avevano dichiarato formalmente libero dall’epidemia a fine luglio, dopo aver circoscritto i primi contagi d’importazione.
Il fulcro dell’indagine
La ricerca, condotta congiuntamente da Oms e autorità sanitarie locali, si concentra quindi su una coincidenza temporale e geografica: l’aeroporto internazionale di Entebbe, vicino a Kampala.
Il 3 ottobre scorso, la donna si trovava nello scalo per imbarcarsi sul volo diretto ad Abuja via Addis Abeba. Nello stesso giorno, a Entebbe transitava anche un imprenditore quarantenne diretto a Nairobi, reduce da un lungo soggiorno in Congo e già sintomatico. L’uomo è deceduto due giorni dopo nella capitale keniana, rappresentando la prima vittima registrata nel Paese.
L’ipotesi di lavoro prevalente indica un’esposizione indiretta o una breve interazione durante le procedure d’imbarco o nelle aree comuni dell’aeroporto.
Nel frattempo, il Centro nigeriano per il controllo delle malattie mantiene sotto stretta sorveglianza oltre quaranta contatti individuati ad Abuja, nel tentativo di interrompere sul nascere ogni possibile catena di trasmissione secondaria.
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